Palermo

Cinque vittorie e un pareggio. È questo il bottino raccolto dal Palermo nelle gare di campionato successive alla pesante sconfitta maturata ad ottobre in trasferta contro la Turris. Un’inversione di rotta che ha permesso ai rosanero di ridurre il distacco dalla capolista Bari, che adesso è a sole quattro lunghezze di distanza, e di portarsi al secondo posto in classifica, attualmente in solitaria.

La rinascita del Palermo: merito del modulo?

La striscia di risultati positivi del Palermo, è evidente, coincide per lo più con il cambio di modulo. Il 3-4-2-1 dava poco equilibrio e Giacomo Filippi, dopo una breve parentesi con la difesa a quattro, ha optato per il 3-5-2. Uno schieramento che ha permesso una più omogenea copertura del campo. Il nuovo modulo ha portato, inoltre, ad una nuova solidità difensiva. Era probabilmente ciò che mancava ai rosanero per fare il salto di qualità decisivo. I gol subiti nelle ultime sei gare dopo la Turris sono stati infatti solo due.

Il “Renzo Barbera” e la panchina

In questo filotto di risultati, al di là del modulo, ci sono due fattori che sembrerebbero, su tutti, avere influito maggiormente: le partite casalinghe e la panchina. Il Palermo tra le mura amiche del “Renzo Barbera” è praticamente infallibile. I rosanero hanno collezionato finora 20 punti, con 6 vittorie e 2 pareggi. Più di qualsiasi altra squadra nel girone C. Il fatto che, nelle ultime sei gare, gli uomini di Giacomo Filippi abbiano giocato in casa in quattro occasioni è stato certamente determinante. Non sono da trascurare, tuttavia, i miglioramenti visti nelle trasferte, inizialmente un tallone d’Achille. Nelle ultime due uscite fuori dalla Sicilia (Vibonese e Fidelis Andria) la squadra è riuscita a conquistare due vittorie, subendo un solo gol e segnandone cinque.

I rosanero, in tal senso, possono contare su una panchina che quando viene chiamata a rapporto risponde sempre positivamente. Dai cambi in corso, statistiche alla mano, sono arrivati 8 gol e 2 assist. I dati dicono che quando segnano i subentrati il Palermo  quasi sempre porta a casa i 3 punti. Il tecnico Giacomo Filippi lo ha sottolineato in più occasioni nel corso dei suoi interventi in conferenza stampa: “In squadra ho ventiquattro leader”.

Palermo, il futuro è nelle tue mani

Mancano solo quattro partite alla fine del girone d’andata e il Palermo non può più permettersi di sbagliare. Il calendario, infatti, è in salita. Dopo il Picerno i rosanero si troveranno di fronte a tre squadre ostiche: Monopoli, Catania e Bari. Queste partite diranno tanto sulle ambizioni della squadra di Giacomo Filippi, che a questo punto ha l’obbligo morale di provare a lottare per la promozione diretta in Serie B. La sensazione è che società, squadra e staff tecnico siano sulla stessa lunghezza d’onda per raggiungere l’obiettivo.

Articolo a cura di Dario Correnti

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