galeoto

L’ex difensore palermitano, e attuale allenatore della scuola calcio giovanile da lui fondata, Francesco Galeoto, è intervenuto in un’intervista esclusiva ai microfoni di PianetaSerieB per parlare della sua carriera. Tra i tanti argomenti il classe ’72 ha anche rivelato uno dei suoi sogni più grandi: tornare nel capoluogo siciliano nei panni di allenatore.

Le dichiarazioni di Galeoto

“Sarò sempre legato al mondo del calcio, infatti oggi alleno nellaScuola Calcio Ciccio Galeoto, quella che ho creato quando ho smesso di giocare nel 2012. É una grande soddisfazione e un grande onore per me aver potuto costruire una cosa del genere, adesso possiamo contare su 150 ragazzi”.

“La mia idea di allenare è nata durante la fase finale della mia carriera, ero rimasto senza squadra e con l’aiuto e il consiglio del mio procuratore ho deciso di andare a fare il corso a Coverciano per 18 giorni. Ho incontrato grandissimi giocatori ed è stata un’esperienza pazzesca, che mi ha portato ad intraprendere questo percorso fino ad oggi: la mia scuola calcio, nella mia città, a Palermo. Dopo il grande girovagare della mia carriera non mi volevo più muovere da Palermo, e qui sono felice, lavoro e do tutto per la mia creazione”.

“In cuor mio ho sempre sperato e creduto dio giocare in Sicilia, ma non era semplice intraprendere una carriera simile. Ho giocato a Ierfini in prima categoria, e da lì il Palermo mi ha prelevato a 19 anni prima di girarmi a Cerveteri e Trapani. Proprio a Trapani ho lavorato con mister Ercoleo, è lui che mi ha voluto portare con sè a Palermo e io non potevo di certo rifiutare. Per quella maglia non pensavo ad altro, non guardavo ad altro”.

“Quella maglia rosanero era il sogno della mia vita e ho potuto indossarla per due anni, per un palermitano è davvero il massimo. Tra le altre cose ho avuto anche la fortuna di segnare al Barbera nei quarti di Coppa Italia con il Vicenza di Guidolin che l’anno prima aveva vinto la coppa. Ho fatto un gran gol, poi lo stadio ha fatto il resto, era pienissimo, un’emozione incredibile. Sicuramente per il Palermo, a qualsiasi livello, il valore aggiunto è la tifoseria. Noi amiamo i colori del Palermo a prescindere dalla categoria. É una fede che non si può spiegare a parole, ma basta guardare il Barbera per capirlo”.

“Oggi è completamente diverso rispetto a quando giocavo io. In squadra eravamo 10 o 12 palermitani, oggi con l’evoluzione del calcio è una cosa praticamente irrealizzabile. Ci sono altri obiettivi anche per i singoli giocatori, è cambiato in toto il sistema. Un giocatore simile a me? Devo ammettere che non ne ho visti, molto spesso mi avvicinano a Buttaro, un gran giocatore ma più difensore di quanto non fossi io”.

“Come piace dire a me io ero già moderno al mio tempo, quella fascia la bruciavo letteralmente ma non era solo merito mio, no. Il pubblico te lo chiedeva e ti dava quella spinta in più per cui non potevi non dare dare tutto. Quello che posso dire oggi però, è che bisogna guardare le partite e imparare da tutti, lo ripeto sempre anche ai ragazzi della mia scuola calcio. Anche io da calciatore lo facevo, i miei punti di riferimento sono stati Balleri con il Padova da cui ho rubacchiato qualcosa e anche Benarrivo”.

“Quest’anno al Palermo manca qualche punto ma per il momento siamo in linea. Questo è quello che i rosanero devono fare quest’anno, si pensa alla salvezza e a rimanere in categoria, se poi si pensa a tutte le vicende che ci sono state in questo avvio di stagione, diciamo che i risultati sono sufficienti. Il Palermo l’ho visto dal vivo spesso, alterna buonissimi momenti a partite tipo Modena, ma quello che posso dire è che per adesso va bene così, la macchina è nuova e deve fare il rodaggio, dall’anno prossimo si può puntare a qualcosa di più. Sul Genoa non c’è molto da dire. É uno squadrone e sono convinto che vincerà il campionato senza grandi problemi e in maniera tranquilla, scalzando a breve il Frosinone”.

“Sono contento e soddisfatto di quello che sto facendo con la mia Scuola Calcio, mi diverto e ci metto tanta passione, sono convinto di rimanere e continuare a crescere. Solo una cosa potrebbe farmi cambiare idea: una chiamata del Palermo, se arriva vado subito, ad occhi chiusi. Al momento non c’è stato nulla ed è anche uno dei motivi che mi hanno portato a costruire la mia scuola, ma al Palermo non si può mai dire di no. Mi aspettavo magari una chiamata è vero, ma i colori non si cambiano mai, il tifoso è e rimarrà sempre tale”.

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