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Il Palermo è una famiglia, e risolve i suoi problemi come tale. Questo uno dei passaggi fondamentali delle dichiarazioni rilasciate ieri dal direttore generale rosanero Giovanni Gardini. La proprietà del club di Viale del Fante, pienamente cosciente della delicata situazione della squadra, ha voluto lanciare una serie di messaggi a giocatori, staff tecnico e tifosi.

GdS – Anche la pazienza ha un limite. Tutti gli esoneri del City Group

Nel momento del bisogno si vedono gli amici

Raramente accade che un allenamento al Tenente Onorato venga aperto alla stampa, così come raramente accade che Giovanni Gardini rilasci interviste. Si è addirittura scomodato l’amministratore delegato Diego Gigliani, arrivato da Manchester. Perché in un momento così difficile, bisogna pensare, agire e soprattutto comunicare in maniera netta e decisa, senza lasciare spazio ad interpretazioni. Il concetto è stato espresso chiaramente: Eugenio Corini è stato scelto dalla dirigenza per un progetto a lungo termine, e l’idea dell’esonero non è contemplata.

Cacciare l’allenatore quando una squadra non rende, è sempre la soluzione più veloce e pratica, e per questo va tanto di moda fra i club italiani. Ma com’è noto, chi fa calcio in maniera seria non agisce d’impulso o per accontentare la piazza, ma analizzando a fondo i problemi, che nel caso del Palermo nascono molto prima dell’arrivo di Corini sulla panchina rosanero.

È il momento di mostrare personalità

La dirigenza del Palermo ha ben presente le condizioni in cui il tecnico bresciano si è trovato a dover lavorare. Arrivato pochi giorni prima dell’esordio in campionato, con una squadra costruita da due direttori sportivi diversi, per due allenatori diversi e secondo criteri diversi. Una quindicina di giocatori nuovi, arrivati a campionato già iniziato in pessime condizioni fisiche, perché essendo sul mercato, nei loro vecchi club non giocavano. Di conseguenza, un gruppo da forgiare non durante un ritiro estivo, ma durante il campionato, quando gli errori si pagano e le partite valgono punti pesanti.

In una situazione del genere, dare la colpa ad uno solo avrebbe poco senso, come ha dichiarato Gardini lanciando un altro messaggio ben preciso. Le colpe sono di tutti, e tutti devono dare di più. Ma in campo ci vanno i giocatori, che da quando hanno messo piede a Palermo sono stati coccolati e protetti come raramente era loro capitato in precedenza. Per questo, adesso è il momento di mostrare la personalità che ha permesso a molti di loro di vincere in Serie B. Perché è evidente che prestazioni come quella di Terni non sono frutto di equivoci tattici o di incomprensioni fra squadra e allenatore.

E semmai esistesse un gruppo di giocatori disposto a fare brutte figure con lo scopo di far cacciare l’allenatore, altra odiosa abitudine tutta italiana, ascoltando le parole di Gardini avrebbe capito che qui il giochino non funziona. Ma è certo che non è questo il caso e non è questo il problema del Palermo di oggi. Il vero problema adesso si chiama Pisa, e andrà affrontato sabato solo da chi è pronto veramente.

A cura di Mario Ferrigno

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2 Commenti

  1. Il city group ha fatto la sua parte????, ora li dobbiamo pure ringraziare perchè si sono scomodati di venire per capire come mai le cose vanno male nella squadra di “loro” proprietà….
    Comunque vorrei ricordare che da inizio campionato sono passati 2 mesi e che c’è stato pure il ritiro o meglio dire gita scolastica a Manchester per conoscersi meglio ed amalgamare i meccanismi perciò basta con la scusante del cambio tecnico e della poca conoscenza del gruppo e della condizione fisica carente.
    La verità che la riconferma di Corini non c’èntra nulla con la serietà nel gestire il club ma deriva solamente da pararsi la faccia perchè un’eventuale esonero vorrebbe il fallimento dei loro amatissimi algoritmi.

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