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Oggi, a seguito del consueto monitoraggio settimanale sull’emergenza Coronavirus in Italia, saranno resi noti i cambi di colore delle regioni. Una è sostanzialmente sicura del passaggio dalla zona gialla alla zona arancione: la Valle D’Aosta. Altre, tra cui la Sicilia e la Lombardia, sperano di salvarsi in extremis. I parametri cruciali (il tasso di occupazione delle terapie intensive al 20%, quello nei reparti ordinari al 30% e l’incidenza settimanale dei casi Covid a 150 positivi ogni 100mila abitanti) sono infatti al limite. Bisognerà attendere le prossime ore per comprendere se tutti e tre o meno saranno superati. Vicine alle soglie anche Piemonte, Friuli-Venezia Giulia, Liguria e Calabria, mentre le regioni ancora in bianco Umbria, Puglia e Campania rischiano adesso di andare in fascia gialla.

Sicilia in zona arancione: cosa cambierebbe

La Sicilia potrebbe ritrovarsi in zona arancione a partire da lunedì prossimo, ma cosa cambia? Le variazioni nelle norme riguardano sostanzialmente i non vaccinati. Coloro che posseggono il Super Green Pass (ottenibile tramite guarigione o vaccinazione), dunque, possono stare tranquilli: non subiranno alcuna limitazione.

Coloro che non hanno il Green Pass, invece, saranno soggetti ad una specie di lockdown soft. Avranno infatti la possibilità di spostarsi con mezzi propri (dato che per quelli pubblici serve la certificazione verde) verso altri comuni della stessa Regione o verso altre Regioni/P.A. soltanto per lavoro, necessità, salute o per servizi che non siano disponibili nel proprio comune, con apposita auto-certificazione. Via libera invece agli spostamenti da comuni di massimo 5.000 abitanti, verso altri comuni entro i 30 km, eccetto il capoluogo di provincia.

Anche coloro che hanno il Green Pass semplice (ottenibile con tampone dall’esito negativo) dovranno sottostare ad alcune limitazioni. Sarà loro vietato ad esempio l’accesso a bar e ristoranti, ai negozi presenti nei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi (eccetto alimentari, edicole, librerie, farmacie, tabacchi), l’effettuazione di corsi di formazione in presenza e la pratica di sport di contatto all’aperto.

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