Floriano - Palermo

A 3 giorni dall’appuntamento più importante dell’anno, in trasferta contro la Juve Stabia e con un solo risultato disponibile (la vittoria) per accedere alla fase nazionale dei playoff, è importante per i tifosi, ma anche per il mister e lo staff, appigliarsi a qualsiasi cosa. Anche, ad esempio, al precedente in campionato. E non è impossibile immaginare che, se da un lato i sostenitori rosanero sperino nello stesso risultato di quel 12 novembre 2020, dall’altro mister Filippi stia studiando e ripassando proprio quella vittoria.

Come 6 mesi fa…

6 mesi fa, sembra un’era. Da quel giorno sembrava che il Palermo poteva cambiare la rotta e invece, quello dell’andata al Menti, non è stato altro che un trionfo utile soltanto a tirare i rosa fuori dai bassi fondi della classifica. Era una squadra diversa nel modulo e nel suo timoniere, Roberto Boscaglia. Se vogliamo, anche negli interpreti in campo. Mister Filippi era lì, da vice, accanto al suo amico che qualche mese dopo gli avrebbe lasciato l’eredità, esonerato da una società stanca.

Sofferenza e ripartenza

Quella gara, che il tecnico di Partinico preparò insieme al gelese, fu condotta all’insegna della sofferenza. Forse perchè la classifica non poteva dare spazio ad uno scenario diverso o forse perchè le caratteristiche dell’avversario spinsero, effettivamente, Boscaglia ad utilizzare la strategia della ripartenza. Fù comunque un successo di prestigio, di tenacia e di gruppo, con un gol di Saraniti ad inizio gara e uno di Floriano, che ai tempi consacrò l’ex Bari come una sorta di “panchinaro d’onore”. Oggi, è cambiato un mondo: Floriano è titolare inamovibile, Filippi ha cambiato la squadra e i rosanero sono in fiducia.

Il disastro del ritorno, con Filippi..

Oltre a quella vittoria importante, c’è però da studiare anche il ritorno, spinoso e lacerante. La sconfitta per 4-2 in casa è stata infatti un massacro mentale. Filippi, questa volta timoniere, scelse di comandare il match, cosa che gli riuscì alla grande nei primi 20 minuti, prima che la squadra si spaccasse a metà e lasciasse spazio a contropiedi clamorosi, che poi portarono le vespe a dilagare. Ma alla luce del doppio confronto, studiato in queste ore con cautela dallo staff, e del presente, che parla di una squadra cambiata nella testa e nello spirito, quale tattica uscirà dal cilindro mister Filippi?

Ripartenza o dominio, qual è la chiave per i nazionali?

La voglia di comandare il gioco sarà protagonista, oppure le ripartenze saranno la chiave del match, come 6 mesi fa? Certo che l’obbligo di segnare porterà i siciliani a voler avere il comando delle operazioni. Occhio, però, alla fretta di volerlo fare subito. La pazienza sarà l’arma vincente, prima che la frenesia possa portare ad errori clamorosi. Vietato guardare il cronometro, obbligatorio, invece, giocare e difendere come nelle ultime uscite. Non è che poi la Juve Stabia sia tanto più forte del Palermo, anzi. La rosa a disposizione di Filippi sembra avere qualcosa in più degli uomini di Padalino. Sarà dura, lunga e difficile, questo è certo, ma i siciliani non potevano arrivare a questa gara, la più importante, con una condizione migliore (infortuni a parte).

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