Venezia-Palermo 2-0: quanto ha pesato l’assenza di Pohja? (di C. Cangemi)
Nella festa del Penzo il rischio era essere sommersi dalla gioia e dalla libertà mentale dei padroni di casa. Di fronte un Palermo pieno di cosiddette seconde linee che non doveva nemmeno fare le prove generali in vista dei playoff. Insomma si rischiava la figuraccia, cose che non c’è stata e che anzi, soprattutto nel primo tempo, ha visto i rosa pimpanti e vicinissimi al gol che non è arrivato per i legni e per l’imprecisione di Le Douaron che non è proprio un cecchino d’area di rigore.
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Ed è apparso evidente a tutti quanto abbia pesato l’assenza di Pohjanpalo, non proprio amatissimo da queste parti. Col finlandese in campo, quelle occasioni poteva essere gol. Il Palermo , e chi vi scrive, è stato spettatore della festa in campo dei lagunari, con un sogno. Di vedere questa festa a tinte rosanero. Ora comincia un altro campionato.
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Venezia-Palermo: emozioni oltre la cronaca (di C. Cangemi)
Un tuffo dentro la partita: non una cronaca fredda, ma un racconto vibrante, vissuto istante per istante, con commenti a caldo che catturano l’anima della partita.
Una gara senza tifosi, una gara senza mordente, una gara senza interessi di classifica. Una gara solo per assistere alla festa dei tifosi del Venezia e vedere all’opera qualcuno che ha giocato meno per capire se potrà essere utile negli spareggi promozione.
Venezia-Palermo, le formazioni ufficiali: sorpresa in attacco
Una gara in cui c’è anche la curiosità di osservare come saranno accolti i tanti ex attualmente in maglia rosanero, da Inzaghi ha Pohjanplao, passando per Joronen, Johnsen, Segre e Ceccaroni. E siamo sicuri che non per tutti ci saranno applausi. Inzaghi ovviamente fa ricorso al turnover e da chance a Le Douaron come terminale offensivo. Pohja a riposo
Formazione Palermo: Joronen, Bereszinski, Peda, Ceccaroni, Pierozzi, Segre, Blin, Augello, Palumbo, Vasic, Le Douaron
Secondo Tempo:
49′ – Triplice fischio e parte la festa, contenuta, senza nessuna invasione. Ah la partita: la squadra di stroppa ha vinto meritatamente, soprattutto per quanto fatto e sprecato nella ripresa. Lo speaker aveva chiesto di non invadere il campo ma tutto il mondo è paese e alla fine l’invasione c’è stata
48′ – Nei minuti di recupero arriva il raddoppio: non c’è modo migliore di festeggiare una promozione meritata.
38′ – Rapidissima ripartenza Venezia e ancora palo. Ma la notizia più importante è l’infortunio a Pierozzi, che sembra serio (lussazione spalla?)
35′ – Gara che sembra aver perso mordente, poche azioni e molto sporadiche
16′ – Ancora traversa dei lagunari: cominciamo a pensare che la porta sotto la curva degli ultras locali abbia qualcosa di magnetico. Abbiamo perso il conto dei legni colpiti fra primo e secondo tempo, dal Palermo e dal Venezia
15′ – Dopo un’altra traversa del Venezia, c’è spazio per i tanti fischi che accompagnano l’ingresso di Pohjanpalo.
8′ – Ancora difesa ballerina e doppi legni per il Venezia, nella stessa azione. Roba da oggi le comiche.
5′ – Fuori Vasic e dentro l’ex Johnsen: qualche fischio ma niente di eclatante
1′ – Il Venezia, come nel primo tempo, parte alla grande: maglie larghissime in difesa e gol dei padroni di casa, Doumbia
Primo tempo:
48′ – Dopo 3 minuti di recupero finisce una gara allegra che il Palermo dovrebbe condurre almeno stando ai legni colpiti.
43′ – Ancora traversa, ancora Le Dourano che tuttavia poteva piazzarla meglio, di testa. Il Venezia vive di fiammate.
37′ – Mischione in area rosanero e gol del Venezia ma subito annullato dall’arbitro senza proteste della squadra di Stroppa
33′ – Ancora Palermo vicino al gol: Le Douaron spreca da ottima posizione, fuori di poco
29′ . La giocata e il tiro (traversa) di Palumbo vale il prezzo del biglietto. Peccato
28′ – Forse la spinta della squadra di Stroppa si è attenuata, ma è cresciuta quella della curva che manda in campo di tutto, da fumogeni a petradi molto rumorosi
21′ – Mentre gli ultras, finora silenziosi, si mettono a cantare, Le Douaron colpisce il palo esterno
7′ – Gara vivace, Venezia partito a spron battuto e Bereszynski si fa già ammonire (salterà l’andate della semifinale). Clima festoso ma controllato, insomma senza eccessi
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