L’unico giocatore a detenere il record delle marcature in tutte le categorie, sia professionistiche che dilettantistiche è Denis Godeas, che intervistato da Tuttoc.com, ha parlato dei play-off, soprattutto della Triestina, una delle squadre con cui è rimasto più legato:

Per me la maglia della Triestina, ovviamente è una seconda pelle. Ho avuto la fortuna di esordire in prima squadra e di tornare in più battute a Trieste. È la mia seconda casa, il mio habitat naturale. Ho avuto la fortuna di giocare tanti anni sia da ragazzo che da calciatore”.

Differenze vi sono però tra la Triestina di adesso e quella di un tempo:

Le differenze sono tante, sono cambiate tante proprietà in più annate. Sicuramente è una società molto seria, con tanta ambizione che spera di tornare in Serie B quanto prima. Ho tanta amicizia col ds Mauro Milanese, ho aiutato con il settore giovanile. Sono certo che faranno bene“.

E’ l’anno giusto per tornare in B?

È complicato dirlo, i play-off sono difficili. Sono difficili anche se fosse arrivata seconda, a maggior ragione vista il posizionamento nel proprio girone. È difficile perché c’è il covid, è difficile perché si gioca ogni 3 giorni. Conta sempre il particolare, ci sono tante variabili per capire che questo sia l’anno buono. Sicuramente la Triestina è una squadra consapevole che ha qualità e che ha le potenzialità per fare un’ottimo play-off“.

Sul particolare record: “La storia dei goal è nata per gioco. Attraverso le statistiche che i miei amici stavano raccogliendo. Poi Mauro Milanese ha influito, mi ha dato la possibilità con la Triestina Victory. Sicuramente a livello calcistico questa cosa non mi ha arricchito, però è una cosa che mi ha dato soddisfazioni e per cui tra qualche anno ne parlerò volentieri. Ho fatto già cose più importanti per la mia carriera, è stata una cosa diversa per finire la mia carriera”.

Sul futuro da allenatore: “In questo momento, ho approfittato della pandemia per collaborare con società diverse e ora vedremo. Ho il patentino da ormai una decina d’anni, ho rimandato il UEFA A da un po’ di anni. Mi piacerebbe provare questa esperienza ma non so se ho le qualità per trasmettere alcuni valori. Mi interessa e ci proverò in futuro. Non è scontato che chi fa il giocatore a grandi livelli possa fare il mister”.

 

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