Che il Trapani non navighi in acque tranquille ma profondamente agitate si sa, ma quella in corso nella società granata è una vera e propria tempesta: la conclusione di questa vicenda sembra essere tutt’altro che rosea.

Appena insediatosi, Gianluca Pellino dovrà combattere con le unghie e con i denti per riuscire a risolvere i problemi del Trapani. A partire da quelli finanziari…

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Secondo quanto riferisce il Giornale di Sicilia, sono molti i creditori che potrebbero presentare l’istanza di fallimento contro la società per accordi intercorsi e non rispettati. Un ulteriore macigno che si aggiunge ad un difficile avvio di campionato, con allenamenti sospesi e mai iniziati, una guida tecnica assente e stipendi dei dipendenti non ancora ripristinati.

Anche il comitato dei tifosi “C’è chi il Trapani lo Ama” si schiera contro Alivision e dalla corsa alla vendita della società.  Una trattativa quindi abbandonata da parte del comitato che adesso accusa Fabio Petroni di aver più volte cambiato le carte in tavola e aver chiuso alla cessione:

Abbiamo provato in tutti i modi ad assicurare la sopravvivenza del Trapani, dopo che Fabio Petroni in rappresentanza di Alivision aveva dichiarato di non essere più in grado di garantirne organizzativamente la continuità. Per dodici giorni, da quel 9 settembre in cui Petroni, pubblicamente, aveva sostenuto che avrebbe lasciato il Trapani alle condizioni prospettate dal Comitato, abbiamo pazientemente atteso che la proprietà fosse conseguente alle sue affermazioni. L’ultimo atto ieri. Dopo avere indicato le ore 12 quale limite temporale massimo per ricevere la proposta nei termini indicati è stata trasmessa dal notaio Camilleri una prima bozza intorno alle 10.30, con alcune modifiche. Alle 12.30, quindi oltre il termine ultimo indicato, abbiamo ricevuto una seconda bozza, ancora con qualche altra modifica, ma sulla quale sembrava ci fossero margini di discussione.

Abbiamo pertanto deciso, armati della pazienza che ci ha contraddistinto fin dall’inizio, di tralasciare la scadenza del termine e di proseguire nel dialogo, affinché si addivenisse ad una soluzione, nell’esclusivo interesse del Trapani e di Trapani. Senza aspettare neanche un riscontro da parte del Comitato, alle 18 circa, ci è pervenuta da parte dell’avvocato Rossi, sempre per il tramite del notaio Camilleri, una proposta completamente diversa, improponibile nei contenuti, che non possiamo divulgare perché è stato imposto dalla Alivision il patto di riservatezza, assolutamente distante dalle condizioni in precedenza delineate.

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Una netta chiusura da parte della proprietà, che ci ha costretto, nostro malgrado, a interrompere qualsiasi tipo di dialogo. L’interlocutore del Comitato, a questo punto, e lo diciamo con il massimo rammarico, non può essere più una proprietà che certamente non ha mostrato quella ragionevolezza da tutti auspicata. E’ evidente anche che oggi, a pochi giorni dall’inizio del campionato, con le scadenze federali ormai alle porte, con una situazione fortemente compromessa, con calciatori che hanno chiesto lo svincolo per giusta causa, con una squadra che non ha svolto nessun allenamento, con gli oneri economici ed operativi imposti dai protocolli sanitari, neanche le condizioni nei termini delineati sin dal 9 settembre dal Comitato, inizialmente verbalmente condivise dallo stesso Petroni, potrebbero più trovare attuazione. La squadra del Trapani non è il Trapani di Fabio Petroni, perché il Trapani, quello che abbiamo seguito ed amato in tanti anni di storia, è quello in cui si riconoscono i suoi cittadini ed i suoi tifosi. E’ un sentimento, non un affare economico”.

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