L’amara eliminazione dai play-off, il futuro che rimane un rebus, una sola certezza: il grande lavoro svolto in questi mesi da Cristiano Lucarelli.

Non sono mancati i grandi attestati di stima da parte della piazza, della città, ma ciò che riserverà il futuro e se le strade si divideranno definitivamente è tutto da scoprire.

Così Cristiano Lucarelli sul suo futuro, sul rapporto con la città esprime alla Gazzetta quanto si aspetta che accada:

Per quello che mi ha dato la città, per quello che ho dato a giocatori, club e ambiente, logico che rimarrei. E senza guardare a eventuali altre proposte».

Ma l’ex azzurro chiede una sola garanzia: «Non so chi sarà, prossimamente, il proprietario del Catania. Io chiedo solo una cosa: un gruppo che possa lottare al vertice. Non avrebbe senso, in una città così passionale, che vive di pallone e di passioni, un anno di transizione. Si deve vincere subito e mi spiace che non siamo andati avanti. Lo avremmo meritato per il gioco che abbiamo espresso anche a Terni. Siamo stati jellati , l’unico errore ci ha estromessi. Eppure abbiamo fatto sempre noi la partita“.

Al di là del fattore campo, resta quello societario, l’unica interessata a rilevare le quote del Catania resta Sigi, che sembra aver apprezzato il lavoro di Lucarelli, citando la recente sfida play-off anche con un post facebook attraverso le parole dello stesso Pagliara, uno dei rappresentanti della cordata:

Adesso comincia la sfida più difficile, quella che si gioca fuori dal campo. Ripartiamo proprio dal cuore gettato oltre l’ostacolo in occasione del match di Terni. Speriamo che il risultato possa essere diverso per Catania e per la matricola 11700. Noi faremo di tutto con serietà“.

I tifosi si schierano in blocco dalla parte del mister, colui che nella situazione più difficile per il Catania, ha saputo tenere le redini, ricordare che esiste qualcosa che va oltre uno stipendio, l’orgoglio di indossare una maglia e fare il proprio lavoro sino all’ultimo.

Entro il 23 del mese si conosceranno gli acquirenti del Catania, coloro i quali dovranno salvare la società dal fallimento nonostante i 54 milioni di debiti accumulati negli anni, una partita che si prospetta più complicata di quelle affrontate sul terreno di gioco.

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