Mirri: “Rappresentiamo chi sta al Sud. Il Palermo è un valore sociale”
Il presidente del Palermo Dario Mirri, nel corso di una lunga intervista rilasciata a Calcio e Finanza, tra i vari argomenti toccati, si è soffermato sull’importanza sociale del club di Viale del Fante. Ecco di seguito le sue dichiarazioni.
Palermo: le dichiarazioni di Mirri
Gli obiettivi del CFG: “La crescita del settore giovanile passa da una crescita delle infrastrutture. Due anni fa abbiamo inaugurato il centro sportivo, un progetto che viene dal passato quando abbiamo individuato il terreno. Il City Football Group appena arrivato è la prima cosa che ha finanziato e quindi è partito questo progetto che per la prima squadra ha dato le basi per potere crescere. Sappiamo bene che la Sicilia è un territorio grande e che sono pochini i siciliani che giocano in Serie A. Questa è la dimostrazione che non è possibile che su 5 milioni di siciliani nessuno sappia giocare a pallone: è invece molto più probabile che mancando le strutture inevitabilmente non arrivi a giocare in Serie A. E poi c’è un tema culturale. Noi stiamo lavorando con tutte le forze sullo stadio perché c’è un cronoprogramma per poter entrare dentro EURO 2032 ma certamente il settore giovanile è un elemento che vogliamo sviluppare”.
L’amichevole in Australia: “Il calcio internazionale, visto che parliamo dell’Australia, accoglie il Palermo come di fatto 4ª rappresentante delle più grandi squadre italiane. Non era scontato, non era dovuto. Andiamo a giocare a Perth, speriamo di avere tanti tifosi siciliani che ci vorranno accompagnare in questa partita con la Juventus l’11 agosto. È una grande soddisfazione e non credo che quattro anni fa quando è arrivato il City Football Group si poteva immaginare che il Manchester City venisse a giocare qui a Palermo, come è successo ad agosto 2025 per l’Anglo-Palermitan Trophy, né che ad agosto 2026 saremmo volati in Australia per giocare contro la Juventus. Ci chiamano perché rappresentiamo un territorio, rappresentiamo chi sta al Sud Italia”.
Il peso del tifo rosanero
La forza del tifo rosanero secondo Mirri: “In trasferta i nostri inseparabili ultrà ci seguono facendo sacrifici, partono da Palermo a volte anche in treno o quando non ci accompagnano in trasferta, perché purtroppo a volte le normative non lo consentono, ci aspettano alle quattro di mattina al Barbera. Questo è successo di recente dopo il pareggio a Frosinone per riconoscere il merito e il coraggio con cui si è giocato. Per i giocatori è un ulteriore responsabilità ma questi sono i nostri ultrà, cioè sono tifosi del Palermo veri e autentici. Quando andiamo a giocare in trasferta è straordinario perché ci accolgono tanti siciliani che vivono in questo caso al nord Italia. Magari quando andremo in Australia capiterà lo stesso con chi abita in Australia e che vive il Palermo come un valore sociale, un valore storico e un’appartenenza. La partecipazione al territorio prescinde dalla partita. Comunità creano comunità, stanno insieme, mangiano insieme, si raccontano”.
I ricordi: “Mio zio Renzo mi insegnava che negli anni ’70 faceva fatica a convincere i giocatori a venire a Palermo. Piangevano per venire, erano obbligati, poi quando andavano via piangevano di nuovo perché non ci volevano lasciare. Pastore l’altro giorno mi diceva che Palermo per lui è stata l’esperienza più bella. Poi per carità, Parigi e Roma sono state quelle più prestigiose, però Palermo gli è rimasta nel cuore. Abbiamo citato Ilicic, sette anni fa giocava ancora nell’Atalanta e chiese espressamente l’autorizzazione per venire a giocare questa partita assumendosi tutte le responsabilità”.






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