Il tecnico siciliano è tornato nella sua terra: «Finalmente ora si può parlare solo di calcio. Questa maglia pesa, è uno stimolo in più».
Anni recenti. Dal 2013 allena in Serie B: Pescara, Vicenza, Frosinone, Brescia e Spezia
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Lunga intervista realizzata da Nicola Binda sulla Gazzetta dello Sport, oggi in edicola, con il neo tecnico rosanero Pasquale Marino.
Diversi temi toccati: dall’imminente matrimonio della figlia al suo amore per la Sicilia.
La gavetta, l’esperienza di Catania, la telefonata di Lucchesi, i suoi precedenti campionati di serie B e questa nuova avventura con una squadra tutta da costruire.
Questi gli argomenti affrontati nell’intervista di Binda di cui vi riportiamo qualche stralcio:
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Come faccio a girare in bermuda e infradito nelle città dove alleno? Solo qui posso… qui ho una sensazione di libertà che nei posti dove lavoro non mi posso permettere.

La gavetta. Io l’ho fatta, e aiuta. E’ difficile andare dalle elementari al liceo direttamente.

L’unico problema è stato parlare di giocatori: qualcuno era preoccupato per l’iscrizione, qualche occasione l’abbiamo persa (Sampirisi,ndr), ma adesso non ci sono più dubbi.

Fare l’iscrizione è come vincere un campionato, visti i sacrifici che sta facendo la proprietà. Ora abbiamo due anni per riportarlo in A.

Questa maglia pesa. Dobbiamo costruire la squadra pensando anche a quello, con giocatori di personalità.

Bisogna guardare gli stipendi e la volontà dei giocatori. In settimana dobbiamo parlare con loro e capire».

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