Palermo

Soleri: “Cercherò sempre di dare il massimo per Palermo”

Edoardo Soleri, tra i protagonisti dell’annata del Palermo, ha parlato di sé ai microfoni di Giulia Fazio a StarCasinoSport, sponsor ufficiale della società di Viale del Fante. Tra le sue origini calcistiche e la speranza di segnare altri gol fantastici con i rosanero, ecco un viaggio all’interno della giovane ma già intensa carriera di Sole.

Soleri: “Mi faccio sempre trovare pronto. Punta mio ruolo preferito, ma essere duttili è importante”

Tra i protagonisti della stagione, Edoardo Soleri spesso è partito dalla panchina, risultando decisivo in qualche occasione. Ha dichiarato a riguardo: Sicuramente durante la settimana cerco di allenarmi al meglio, mi preparo come se dovessi sempre giocare dall’inizio e quando il mister mi chiama dalla panchina mi faccio trovare pronto e cerco di dare il massimo per la squadra“.

Per ragioni lavorative, i suoi sono stati in Sudamerica durante l’infanzia del giocatore ex Roma: “In Argentina ero piccolissimo, quasi neonato, non ho avuto il piacere di giocare li. In Brasile invece ho iniziato con la scuola calcio. Mi è rimasta la passione perché sono due paesi caldi che vivono di calcio, così come l’Italia”.

Un ricordo anche delle sue annate romane, partendo dalla più prolifica, il 2016/17: “È passato un po’ di tempo, ma dei tanti gol segnati ricordo la tripletta contro la Lazio. Anche se era un derby giovanile, anche queste partite a Roma sono molto sentite. Devo molto a mister Muzzi, è stato il mio primo allenatore. Mi ha detto lui di provare a giocare da punta; non ero convinto ma dopo un po’ ho capito che aveva avuto un intuizione. Del ruolo di centrocampista mi rimane la voglia di correre e di lottare su tutti i palloni.”

Il ruolo dove mi esprimo meglio? Attaccante centrale. Più ruoli sai fare meglio è, ma io sono felice di riuscire a ricoprirne di più. Il rigore lasciato a Vido? È stata una cosa che è nata spontaneamente. Sapevo quanto fosse importante per lui sbloccarsi, il rigore de l’era guadagnato lui ed era giusto che lo battesse lui”. Spazio anche per il dialetto: “A volte lo capisco a volte no!”

“Cosa darei a Brunori in caso mi fornisca un ottimo assist? Gli offrirei una cena volentieri! Sperando poi di ricambiare il favore una seconda volta. Mi ispiro molto a Vlahovic. Ho scelto il numero 27 senza un motivo particolare: quando sono arrivato qua ho parlato con mio fratello, patito di calcio sudamericano, e voleva che prendessi la stessa maglia di Pastore. Ho visto che l’ha regalata a Brunori, spero che ne abbia una per me!”

“Sono una persona tranquilla, coloro che tengono tutti svegli durante il ritiro sono altri. Sogno di fare gol in rovesciata, perché è un colpo che a me piace particolarmente. Se non avessi fatto il calciatore? Avrei continuato a studiare giurisprudenza o economia, perché avrei voluto fare l’avvocato”.

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