Palermo Gardini

Nel giorno di presentazione di Eugenio Corini, prima dell’inizio, parola al direttore Gardini che dichiara, durante la conferenza stampa: ‘‘Buongiorno, grazie di essere qui. Abbiamo il piacere e l’onore di presentare Eugenio Corini come nostro allenatore. Siamo molto soddisfatti. Crediamo sia un allenatore di spessore. Ho avuto la fortuna di conoscerlo come persona. Voi sicuramente conoscerete di più le qualità tecniche e sportive. Io ho apprezzato le qualità umane e personali, che sono alla base della nostra scelta’‘.

“Ritengo sia l’allenatore ideale per quello che è il nostro progetto, o meglio, per il percorso che intendiamo fare. Un periodo assolutamente non breve, per questo ci siamo presi qualche giorno in più. Riteniamo sia più importante fare sempre la scelta migliore. Quindi abbiamo voluto approfondire la conoscenza diretta, che è ciò che importa alla nostra società, al nostro azionista e al presidente Mirri”.

“Esserci concessi 3-4 giorni in più credo non possa influire sul risultato della squadra. Per togliere ogni equivoco, l’obiettivo della stagione è quello di creare stabilità. Mantenere la categoria, senza creare illusioni di ciò che al momento non siamo in grado di fare. Siamo una squadra neo promossa, che sta creando le basi per il futuro. C’è bisogno di tempo, noi il tempo l’abbiamo e vogliamo metterlo a disposizione di questo meraviglioso pubblico. Ma non abbiamo fretta, è giusto che questo venga recepito. Non sarà una partita che modificherà il nostro progetto o il nostro modo di pensare”.

“Ci siamo ritrovati sbigottiti alla decisione delle dimissioni di Baldini e Castagnini. Non eravamo preparati alla ricerca di un allenatore. Rinaudo è servito molto, grazie alla sua esperienza e preparazione. Sulla futura figura del ds non abbiamo fretta, al momento. Vogliamo ponderare e riflettere con calma”.

‘”Per come si intende il calcio nella visione di oggi, cioè un’azienda messa a disposizione dell’aspetto sportivo, la scelta dell’allenatore è fondamentale. Crediamo che debba avere coscienza del territorio, della categoria, dei giocatori e come si può ridurre l’arco di tempo della conoscenza. Vedere che tipo di atteggiamento ha nei confronti della società, della stampa, dei giocatori e dei tifosi. Per fare questo, per un azionista, non ritiene la rapidità una cosa fondamentale. Importante è operare nel modo migliore. Nell’ottica di un percorso pluriennale, la rapidità non conta. Si doveva fare una scelta partendo non solo dall’allenatore, ma dalla persona. Eugenio conosce il territorio, i tifosi e i giocatori. E’ stato una bandiera e speriamo possa diventarlo anche come allenatore”.

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