Baldini

Un epilogo non idilliaco che evidenzia le brutture e l’enigmaticità del calcio moderno. La favola di mister Baldini termina oggi, un giovedì di fine luglio dal sapore irrisorio. Un giovedì pieno di immagini: tristezza, rassegnazione ma, soprattutto, consapevolezza. Di chi metabolizza che è giunta l’ora di mettersi da parte. Molte le critiche, pochi, oggi, gli attestati di stima che fino a qualche mese fa erano roboanti. È la rappresentazione dei tifosi del Palermo; amore e odio, senza mezzi termini, senza equilibrio.
È vero che tutte le cose sono destinate a finire, specie nel calcio moderno, dove non c’è più spazio per i sentimenti autentici, per le emozioni crude e trasparenti. Bisogna restare qui e adattarsi, forse scendere a compromessi, forse, più semplicemente, riconoscere che le cose sono cambiate. E se si cade, ci si fa male.

L’addio di Silvio Baldini, l’uomo delle emozioni

Rimane in cima però il grande inganno del cervello umano: dimenticare il passato e ragionare solo sul presente. Il tecnico toscano ha trasformato una piazza, una squadra e – infine – una classifica. Ha regalato nuovamente ai tifosi la fiducia per questo sport. La gioia, la passione e l’adrenalina del tifo verso la propria squadra. La squadra della propria città. Ha regalato, realizzandolo, un sogno. E le favole belle, sono quelle che si realizzano: che non restano tra il detto e il non detto, ma che prendono sostanza lasciando dietro di sè la forma della chiacchiera calcistica. Tipica di questo imbarbarimento sportivo dei tempi moderni.

Oggi il Palermo apre un’altra pagina di storia. L’ennesima di questi ultimi mesi. Pagine di entusiasmo, di felicità, di gioia e rassegnazione. Ma sempre pagine di speranza. Con le dimissioni di Castagnini e Baldini, la nuova società entra a pieno titolo in questo nuovo capitolo, sigillando con un punto la narrazione di questi ultimi mesi. Oggi più che mai è un nuovo Palermo. Un viaggio è appena terminato, alcuni protagonisti sono scesi: contenti o scontenti, in silenzio o con tratti di protagonismo. Ma è questa la regola e come ha detto qualcuno, questo sport, oggi, non dà più tempo. Purtroppo.

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5 Commenti

  1. Francamente se avessi saputo tre ore prima delle dimissioni di Baldini e Castagnini, non avrei fatto l’abbonamento. I grandi gruppi stanno rovinando il calcio.

  2. Baldini resterà nella storia del Palermo a vita. Cio’ che ha fatto e’ superare tutti i limiti della piazza palermitana e portarla oltre. Diciamolo, il suo gruppo e’ stato sfasciato. Ha piena ragione a dire che al Pisa i gool li avremmo fatto noi un mese fa’. I nuovi proprietari rompendogli il giocattolo volevano metterlo alla porta alle prime di campionato. Invece ha fatto bene a lasciare da CAMPIONE. Chissa’ cosa ci riservera’ il futuro, ma uno così non e’ da fare andare via. GRAZIE Baldini per l’estate piena di sogni ed emozioni che ci hai regalato. Il Boato della Favorita del 2-2, si sentiva chiarissimo dal Porto di Palermo in quella notte di mezza estate. Noi tifosi palermitani non godevamo così da ANNI. Io non voglio, e non posso credere, che le nostre strade si dividano qui per sempre. AUGURI campione, non c’è tifoso palermitano che non ti ami nel profondo, e quindi…viva il Palermo e Santa Rosalia, SEMPRE

  3. Secondo il mio punto di vista le dichiarazioni profuse da lui e Castagnini in conferenza stampa sono state allucinanti ed inacettabili. In pratica le motivazioni delle dimissioni sono state per la proposta di rinnovo di un solo anno fatta dalla società ai suoi seguaci e per il mancato aumento salariale del suo staff e dei suoi pupilli in rosa…. .
    Ditemi voi se è giusto che un fondo che acquisisce una società spendendo 13 milioni di Euro e che comunque accetta le sue direttive riguardo il mercato , il rinnovo di Castagnini ed i vari rinnovi ai suoi fedelissimi(floriano 36 anni….) venga lasciato in asso a 3 giorni dalla partita ufficiale per questo motivazioni….
    Auguro a mister Baldini ogni bene perchè ha fatto un lavoro straordinaro l’anno scorso,ma gli consiglio d’utilizzare il nome della santuzza(“me l’ha detto santa rosalia di lasciare il Palermo”) per questioni veramente importanti e non per beghe che riguardano questioni prettamente monetarie.

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