palermo monopoli convocati

Anzitutto ci preme dire che contro la Virtus Francavilla sarà una partita tutt’altro che scontata e che i rosanero, nel turno infrasettimanale di mercoledì, affronteranno la 5° forza del campionato. Il titolo, dunque, vuole essere anche fin troppo ottimista e segue chiaramente la schizofrenica stagione che la squadra di Filippi, esattamente come lo scorso anno con Boscaglia, sta portando avanti. Non sarà semplice vincere con i pugliesi, quindi, ma anche qualora ciò dovesse accadere, difficile sarebbe capire lo stato d’animo dei tifosi.

Disinteresse, crediamo noi. E crediamo pure di aver ragione. Forse anche un allenatore di primi categoria farebbe galleggiare questo Palermo in zona playoff. Il problema è che in un girone del genere, in cui ci sono tante squadre mediocri e con pochissima esperienza, sarebbe stato un dovere essere quantomeno tra le prime 4 del campionato. Filippi invece non ci riesce (per il momento), ma le colpe non sono soltanto sue come abbiamo spiegato in un nostro precedente articolo. Storia vecchia insomma, solite opinioni. La colpa è di tutti, va divisa.

Come lo scorso anno e dopo 9 giornate di campionato (ormai tante per poter dare un giudizio parziale), il tifoso rosanero è quasi costretto a non gioire di fronte ad una vittoria. Perchè (e qui veniamo al dunque) a che serve vincere in casa e prendersi i 3 punti e poi fare figure di m***a in trasferta? (Si, di “m***a”, la utilizziamo nuovamente la parola di De Rose, fino alla nausea); a nulla. A niente, perchè adesso è troppo facile uscire la cazzimma dopo una batosta del genere. Troppo facile raccogliere un po’ di dignità (quella persa a Torre del Greco) e troppo semplice reagire dopo una sconfitta che ha messo in vetrina una squadra senza gioco, senza idee e, aspetto ancor più grave, senza attributi.

Siamo sicuri (e nessuno ne deve essere scontento per il bene della squadra), che il Palermo tirerà la solita prestazione d’orgoglio, come fa di solito quando viene da un impietoso risultato in trasferta. Perchè è umano e sarebbe clamoroso il contrario. Adesso tutti lotteranno su ogni pallone, nei 90′ ci sarà fame di portare a casa il risultato. Ma a che serve, se poi neanche in questo aspetto ci sarà continuità? Sarebbe una personalità effimera, una botta di coraggio temporanea, come un pugile che cade sul ring e si rialza prima di riprendere un’altra sberla che lo rimanda al tappeto. O la continuità, o l’addio dell’uomo che siede in panchina: è questo il triste destino di un allenatore, purtroppo.

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2 Commenti

  1. LA COLPA E’ TUTTA DELLA SOCIETA’, PERCHE’ HANNO CONFERMATO LANCINI E PERETTI?
    SERVIVANO RINFORZI IN DIFESA.

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