Basta critiche. E’ chiaro che la colpa di quanto successo ieri è del difensore dei pali rosanero Alberto Pelagotti. Per cui “colpa a Pelagotti”, come specificato nel titolo, però soffermiamoci, forse per la prima volta, sul rimbalzo quasi esorcizzante che ha avuto il pallone che poi dolcemente si è infilato in rete tra l’incredulità dei pochissimi presenti.

Rimbalzo demoniaco

L’aspetto che giustamente nessuno ha analizzato, perchè preso dal panico e dalla rabbia generale, o dal solo e unico obiettivo di bersagliare il portiere del Palermo, vogliamo esaminarlo noi: intendiamo quasi studiare il demoniaco rimbalzo del pallone dopo che questo ha sbattuto a terra.

E’ pazzesco come la sfera, scagliata da Silvestri senza senso e caduta sul terreno di gioco ad un metro da Pelagotti, abbia viaggiato per quasi altri 3 metri dopo il rimbalzo. Sicuramente un demone avrà segnato il percorso accompagnando il “viaggiatore” (il pallone) sotto l’incrocio dei pali, la dove forse aveva chiesto di andare già una volta giunto a centrocampo. E forse, oltre a cercare di capire come sia stata congegnata una tale traiettoria, stiamo provando ad entrare nella testa dell’estremo difensore rosanero subito dopo aver preso la rete più goffa della sua rispettabile carriera.

Non c’è dubbio infatti che le sinapsi dell’ex Brescia si siano chieste, anche loro, come sia stato possibile tutto questo e se, dietro il marchingegno, ci sia stata forse un’entità soprannaturale. Mai visto un rimbalzo del genere, mai un pallone ha percorso così tanta distanza, e volato alla giusta altezza, dopo aver toccato terra. Forse, però, non stiamo parlando di un demone speciale, venuto al “Partenio Lombardi” per rovinare un solo pomeriggio.

Un demone riflesso della stagione

Dietro c’è un diavolo che accompagna i calciatori del Palermo e sfrutta, poi, le tante defezioni di questa squadra. Quasi le valorizza. Il demone apparso ieri, è quello che c’è stato per tutta la stagione, è riflesso stesso di un campionato cominciato male. E finito come? Manca il pezzo di un detto che solitamente non sbaglia quasi mai, soprattutto se c’è quel “diavoletto” lì nel mezzo. Mai dire che la colpa sia solo della sfortuna, intendiamoci. Stiamo cercando di ribadire con forza, tuttavia, che oltre ad essere presenti criticità ben evidenti soprattutto dal punto di vista caratteriale, per il Palermo non c’è stata neanche troppa fortuna.

Lavorare, cambiare o rassegnarsi?

E adesso cosa fare? “Lavorare” dice qualcuno, anzi tutti. “Cambiare” potrebbe essere un altro suggerimento, ma non è detto che poi errori, criticità e demoni vadano via dal capoluogo. E quindi forse “rassegnarsi” è l’ultimo termine utile? Pelagotti forse ci sta pure pensando, davanti al gol certamente, non davanti ad una stagione che ha ancora molto da scrivere a detta di qualcuno, ma poco da raccontare davvero, almeno fino ad oggi.

LEGGI ANCHE

Palermo -Manca il valore aggiunto

In bocca ai… lupi. I rosa mai pericolosi e ora sono fuori dalla zona play-off

Silvestri, gol pazzesco da 60 metri. L’Avellino ride e il Palermo affonda

SEGUICI SU FACEBOOK | INSTAGRAM | TWITTER

1 commento

  1. Pelagotti è un portiere molto modesto e non lo dico per l’episodio successo domenica contro gli irpini ma per i molteplici piccoli errori commessi in diversi match che sono costati punti pesanti.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui