Per l’Agenas siamo vicinissimi al limite del 30 per cento dei posti occupati nelle Rianimazioni.
La Regione, però, ribatte: le postazioni già attive sono 817. Mille morti da inizio pandemia.
Rebus Terapie intensive. La Regione: 817 posti. Ma il “rosso” è in agguato.
L’agenzia ministeriale sostiene che si è già raggiunta la soglia critica del 30% di occupazione dei letti. In gioco un’ulteriore stretta.

Questo il titolo di Repubblica, oggi in edicola.

Sicilia sul filo del rasoio per la tenuta delle Terapie intensive: l’agenzia ministeriale Agenas certifica che la soglia critica del 30 per cento dei posti letto occupati da pazienti Covid sul totale di quelli disponibili è stata raggiunta. A due settimane dall’indizione della zona arancione, decisa dall’esecutivo Conte e accompagnata dagli strali del governo Musumeci, i dati sembrano confermare le previsioni che avevano spinto Roma a dichiarare l’Isola ad alto rischio.
Questa l’apertura dell’articolo di Giusi Spica che sottolinea come la Regione, prima che il Governo proceda a riclassificare le regioni (la prossima settimana) è corsa ai ripari creando nuovi posti che portano il totale a 817 (erano 751) più altri ulteriori 200 attivabili all’occorrenza.
Perché far parte di una zona rossa o meno è praticamente legato a questo: la capacità di resistenza del sistema sanitario.

Per l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), la Sicilia non è ancora fra le 17 regioni che sono andate sopra la soglia del 30% di posti di Rianimazione occupati da pazienti infetti, ma è proprio al limite.
Secondo l’ultima rilevazione della Regione aggiornata a ieri, il totale dei posti di Terapia intensiva è superiore a quello rilevato da Agenas. In tutto risultano 760 posti letto pubblici, che salgono a 817 se si considerano i privati. Di questi 326 sono dedicati ai pazienti Covid e 491 a tutte le altre patologie, scrive Giusi Spica che sottolinea come questi dati non sono confermati dal sindacato dei medici Cimo Fesmed: “I posti letto realmente attivati sono 550 al 17 novembre. L’occupazione dei pazienti Covid è quindi superiore al 42 per cento. La Regione prova a camuffare i numeri”.

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