Tutti a casa, o quasi. Nel weekend “arancione” né passeggiate né spesa al supermercato.
Il rapporto di Google segnala un crollo degli spostamenti dopo la stretta.
A Enna il maggior calo. Molto smart working, tragitti in bus scesi del 50%.
Il rapporto di Google.

Questo il titolo di Repubblica, oggi in edicola.

Il giorno dopo la decisione di colorare la Sicilia di arancione, lo scorso 7 novembre, gli spostamenti dei siciliani sono crollati in tutte le province, soprattutto quelli che riguardano il tempo libero e le visite ai centri commerciali. Lo stop agli spostamenti fra comuni, le chiusure di megastore, bar, pub, ristoranti e pasticcerie, le limitazioni di orario serale hanno prodotto nel primo fine settimana “arancione” una riduzione media dei tragitti del 60 per cento a livello regionale.
Questa l’apertura dell’articolo di Francesco Patanè che riporta il tracciamento degli spostamenti dei siciliani sulla base delle indicazioni fornite da Google. E si scopre che la provincia più virtuosa è quella di Enna mentre i più indisciplinati rispetto alle norme sono stati quelli di Caltanissetta.
Ad Enna viene registrato un calo degli spostamenti di circa l’80% mentre a Caltanissetta del 55%.

A Palermo e Catania, le due città siciliane con il maggior numero di casi covid, le riduzioni degli spostamenti sembrano nella media: 60% in meno a Palermo e 65% a Catania.
Questo il dato più significativo del rapporto sulla mobilità in Sicilia pubblicato da Google, che prende in esame il periodo di 40 giorni fra il 2 ottobre e il 13 novembre e lo mette a confronto con 40 giorni pre-Covid, dal 3 gennaio al 6 febbraio, scrive Patanè che puntualizza inoltre quali sono le tipologie di spostamenti prese in esame da Google:
tempo libero, alimentari e farmacie, parchi, trasporto pubblico, lavoro e zone residenziali.

Analizzando i dati dell’ultima settimana relativi agli spostamenti emerge la confusione dei siciliani rispetto alle aperture e chiusure domenicali di alimentari e grande distribuzione.
Se infatti gli spostamenti durante i giorni feriali sono sostanzialmente rimasti uguali rispetto a prima della zona arancione e a prima del Covid, nel primo fine settimana arancione (in particolar modo domenica 8 novembre) la riduzione dei tragitti verso supermercati e farmacie è stata di oltre il 40 per cento, scrive Patanè.
Ma c’è un dato che invece di diminuire sembra crescere, ed è ovvio: gli spostamenti verso la propria residenza, che crescono del 18% nell’ultima settimana.
Con la chiusura delle palestre e lo stop alle attività sportive non professionistiche, infatti, l’unico modo per fare un minimo di attività fisica è correre o passeggiare vicino a casa, si legge in conclusione di articolo.

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