La differenza fra tampone classico e tampone rapido: facciamo chiarezza.
Da poche ore la bella notizia che nessun ulteriore giocatore del Palermo è risultato positivo ai tamponi rapidi effettuati oggi. Una bella notizia che avrà però incuriosito i tifosi rosanero sulla differenza fra tamponi rapidi e tamponi classici. Il comunicato del club parla infatti di tamponi rapidi e vale la pena chiarire.

Diciamo subito che il tampone classico, quello rinofaringeo che in questi mesi abbiamo visto effettuare o abbiamo effettuato noi stessi, resta al momento il test più affidabile e più attendibile.
Rimane cioè ancora lo strumento più preciso a nostra disposizione per diagnosticare un’infezione da SARS-CoV-2 in corso.

Accanto a questo però si sviluppano anche i nuovi test Covid rapidi, più economici e veloci. Ma un tantino meno attendibili.
Per spiegare meglio prendiamo in prestito un documento prodotto dall’Istituto San Raffaele di Milano, non certo l’ultimo arrivato in fatto di malattie infettive.

Abbiamo diverse  modalità con cui vengono effettuati e analizzati i test rapidi Covid-19:
-Tampone rapido
-Test salivare
-Test sierologico pungidito.

Tampone rapido e test salivare: sono in grado di riconoscere se è in corso l’infezione al momento della loro somministrazione.
Test sierologico pungidito: possono determinare se una persona è entrata in contatto con il virus in passato.
Entriamo nel dettaglio:
Il tampone rapido: viene effettuato con la stessa modalità del tampone nasofaringeo classico. Il test tuttavia, a differenza di quest’ultimo, non ricerca il genoma virale ma la presenza di proteine di superficie del virus, chiamate anche antigeni.
Se il tampone classico necessita in media di 24-48 ore per la sua elaborazione, i risultati del tampone rapido sono molto più rapidi: in circa 15 minuti si riceve l’esito.
Purtroppo però la velocità ha un costo in termini di sensibilità: se la carica virale è bassa, il test potrebbe risultare erroneamente negativo e non riuscire a rilevare l’infezione anche se è presente.

I test salivari molecolari e antigenici
Di recente sono stati proposti anche nuovi test salivari che, come suggerisce la parola, rilevano tracce del virus dalla saliva stessa. Come accade per i tamponi, anche i test salivari possono essere di due tipologie:

a) test salivare molecolare: rileva il materiale genetico del virus e, come nel caso del tampone classico, richiede un’analisi sofisticata, che può essere svolta per ora solo in laboratorio. Questo allunga di molto i tempi per ottenere i risultati.
b) test salivare antigenico: è immediato ed esattamente come nel caso del tampone rapido, anche il test salivare antigenico può essere elaborato nel giro di una decina di minuti e va a caccia delle proteine di superficie del virus all’interno della nostra saliva. In questo caso la precisione del test è però ancora più bassa, inferiore non solo al tampone normale, ma anche al tampone rapido.

Test sierologico pungidito
A differenza dei test molecolari e antigenici (cioè i precedenti), i test sierologici non servono per diagnosticare un’infezione in atto, ma per rilevare nel sangue la presenza o meno di anticorpi prodotti in risposta all’infezione. Insomma ci dicono soltanto se una persona è entrata in contatto con il virus in passato.
Questi test analizzano il sangue capillare prelevato dal polpastrello tramite un pungidito, simile allo strumento utilizzato dai pazienti che soffrono di diabete.
Rispetto ai test sierologici standard che impiegano circa 48 ore per dare una risposta, questo tipo di test garantisce una risposta in 15 minuti e a prezzi minori, ma è anche meno affidabile.

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