Il presidente: «Mascherine, lo Stato si arrende. Produciamole noi».
«Da Roma ok al blocco per quasi tutti gli aerei, i treni, le navi. Viaggeranno solo le merci».
Nuove misure – «Pronti a usare per i ricoveri Fiera di Palermo, Ciminiere di Catania e nosocomi militari».
I piani d’azione – «I militari presidino le vie di accesso dell’Isola. Aziende disposte ad aiutare pure per i camici».

Questo il titolo del Giornale di Sicilia, oggi in edicola

Al ministro dei Trasporti ha chiesto di autorizzare l’uso dell’esercito per controllare le porte d’accesso alla Sicilia bloccando, o almeno
scoraggiando, l’emigrazione al contrario di questi ultimi giorni

Inizia così l’articolo di Giacinto Pipitone che riprende le parole del presidente Musumeci preoccupato per l’arrivo di migliaia di siciliani dal nord. Per questo ha già predisposto 1000 posti letto e sta lavorando per realizzarne altri utilizzando i padiglioni della Fiera del Mediterraneo di Palermo e delle Ciminiere di Catania.
La preoccupazione del rischio contagio e la richiesta al Governo di utilizzare l’esercito per controllare tutti i varchi di ingresso in Sicilia: stazioni, porti, aeroporti e lo stretto di Messina. Questo non significa far camminare i carri armati per le strade ma usare i militari già impiegati per l’operazione strade sicure.
Musumeci parla di circa 31 mila persone i arrivo, che non si possono certo controllare tutte: bisogna solo contare sul loro senso di responsabilità.
Ma nessuno può escludere un notevole incremento dei contagi e per questo si prepara un piano in cui utilizzare altre strutture: oltre alla Fiera del Mediterraneo di Palermo e alle Ciminiere di Catania, c’è chi suggerisce di riprendere gli Ospedali militari di Palermo e Messina, strutture già predisposte e che avrebbero bisogno di pochi ritocchi. E si lavora anche sul fronte della disponibilità della cliniche private.
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