Quando alcuni giorni fa si iniziava a sussurrare di un possibile esonero di Corini, ad un amico che mi stava accanto ho sussurrato: ora Cellino prende Diego Lopez“.
Giuro, è la verità. La mia era comunque una battuta, un paradosso, una proiezione ironica. Ed invece è successo davvero e adesso, oltre ad interrogarmi sulle mie capacità di preveggenza, mi chiedo cosa ci sia nel calcio che rende tutto sempre molto uguale, prevedibile.

Ci sarà qualche ”giro di amicizie”, procuratori, scuderie, per cui un allenatore, fuori dal giro nazionale e senza grossi risultati sul suo curriculum, venga scelto così, come un fulmine a ciel sereno, per salvare una squadra con evidenti difficoltà.
Ci sarà una logica calcisticamente perversa per cui si scelgono più o meno gli stessi nomi.
E Lopez doveva arrivare a Brescia già prima di Grosso, solo che era impegnato col suo Nacional in Uruguay. Cellino lo ha aspettato e finalmente preso.
Nemmeno fosse Guardiola.

Un destino che accompagna Corini, come un fantasma. Esonerato l’ex capitano rosanero, è già la seconda volta che Lopez lo sostituisce.
La prima era stata una genialata di Zamparini, una delle sue tante scelleratezze che hanno portato, infine, (ahinoi), il Palermo al fallimento.
Cellino/Zamparini: due profili simili, due personalità istrioniche e con la voglia di stupire, di stare sotto i riflettori, di esibirsi. Due stretti amici.
Al mago Lopez un contratto di due anni e mezzo, fino al 2022. Sarà dunque lui a guidare il Brescia anche in caso di retrocessione. Cosa molto probabile.
Perchè se esistono i corsi ed i ricori storici, e l’avvicendamento Corini/Lopez ne è una testimonianza, allora preparati alla serie B, caro Brescia.

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