La situazione in casa Catania di giorno in giorno si va facendo sempre più ingarbugliata. Comincia tutto il 24 dicembre con quel messaggio WhatsApp che ha fatto suonare l’allarme in città sulla criticità della situazione debitoria del club rossazzurro e sul rischio di perdere la matricola 11700 di affiliazione alla Figc.

Cari ragazzi – c’era scritto nel messaggio che ha fatto tanto scalpore – per la ben nota situazione debitoria il Calcio Catania non potrà far fronte agli adempimenti economici così come attualmente in essere. Potremmo continuare il rapporto di lavoro solo nel caso in cui voi accettaste una decurtazione del 30 per cento dei vostri emolumenti “.

Riporta così Repubblica una situazione di stallo nella vendita della società dopo che Follieri si è tirato indietro e che il comitato d’acquisizione in testa, Pagliara e Pellegrino,hanno recapitato la loro manifestazione d’interesse, ma le risposte di Finaria (holding controllante il Calcio Catania) hanno evidenziato la necessità di produrre ulteriore documentazione ( un’evidenza fondi su primario istituto di credito italiano e l’elenco nominativo dei soggetti interessati all’acquisizione delle quote azionarie), ritenuta necessaria per l’apertura della trattativa.

Richiesta che segue i nuovi parametri di onorabilità e solidità finanziaria, introdotti dalla Figc nel novembre 2019, che subordinano il riconoscimento a fini sportivi dell’eventuale closing, all’approvazione di un’apposita commissione di verifica nominata dalla Figc. L’ultima comunicazione intercorsa mercoledì sera tra Finaria e l’avvocato Castelli, rappresentante del comitato promotore per l’acquisizione del Catania, ha di fatto rimandato la palla all’ente, tenuto adesso a svelare i nomi degli investitori e documentare l’evidenza fondi, per l’avvio dei negoziati.

Nel frattempo per mantenere in piedi la società vanno via molti pezzi grossi, da Lodi, Llama, Bucolo, Catania, Fornito e Rossetti sino a Mazzarani, Mbende, Barisic e forse Curiale che potrebbero seguirli a breve.

Ma la notizia più importante forse è la vendita dell’asset più importante: Torre del Grifo.

Un’operazione stimabile sui 40 milioni di euro, e dei cui proventi usufruirebbe anche la Meridi srl (socia del Calcio Catania al 5 per cento), da giovedì ammessa dal Tribunale etneo alla procedura di amministrazione straordinaria.

In questo modo sarà possibile anche adempiere agli acquisti del mercato di gennaio, e i giocatori attualmente in rosa che percepiranno ingaggi compatibili con le limitate disponibilità finanziarie del club (intaccate anche dal drastico calo degli introiti al botteghino, passati da 50 mila a 8 mila euro a partita, di media). In tal senso vanno ad inquadrarsi le sei cessioni e i tre acquisti già ufficializzati, Vicente, Curcio e Manneh, a cui nei prossimi giorni si aggiungeranno il difensore Signorini del Catanzaro, il centrocampista Salandria della Reggina e l’attaccante Murilo del Livorno.

 

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