Sabato 30 dicembre allo stadio Gen Gaeta di Enna, in occasione della giornata dello sport, ospite un grande del calcio nazionale; ex Juventus, Inter e nazionale italiana, capace di incantare ed emozionare, in quel mondiale che nei lontani anni 90′ gli azzurri giocavano a casa loro. Evento organizzato dall’ennese Totò Bertino, grande tifoso della Juventus, che si è detto entusiasta per l’evento: “per me è una grande emozione aver portato un eroe del calcio italiano nella mia Enna”.  L’ evento si svilupperà attraverso un’esibizione tra i bambini, i pulcini dell’enna calcio e quelli Dell’ A.S.Anna, in un piccolo ‘derby’ tra la città alta e la città bassa della nostra cara Enna, all’insegna dello sport e della solidarietà. Totò si concederà in foto con i bambini e autografi di rito. Ma chi è quel ragazzo di San Giovanni apostolo, diventato grande?  Toto-gol, come lo chiamavano ai tempi della Juventus, anche se  è un soprannome che si è portato dietro in ogni sua avventura, perché il gol era il suo pane, la sua ragion d’essere; “nemmeno un folle avrebbe potuto mai immaginare, cosa mi stesse per accadere, ci sono periodi nella vita nei quali ti riesce tutto, basta che respiri e la metti dentro; ecco il mondiale fu uno di quelli. Qualcuno da lassù ha voluto che totò schillaci fosse l’eroe di Italia 90”. L’attaccante ricordò così la sua avventura in quel mondiale, che lo vide essere capocannoniere con 6 reti realizzate e un pallone d’oro che soltanto lauthar matthaus fu capace di espropiargli. Abbiamo voluto cominciare questa storia dalla fine, dal momento più importante, perché in queste festività un attimo di distrazione avrebbe potuto far dimenticare il motivo, per il quale sognammo in quel mondiale purtroppo finito amaramente. Totò schillaci conosce il sacrificio e la passione, così prima di essere l’eroe degli anni 90′, fu un umile calciatore che si fece le ossa nelle giovanili dell’Amat Palermo, prima di passare poi al Messina, in quel Messina allenato da Zeman che tanto lo fece crescere calcisticamente; é il 1989 e arriva la chiamata della Juventus che lo ingaggia per 6 miliardi di lire; periodo chapeau nella carriera di totò-gol che con la maglia della Juventus vince coppa Italia e coppa Uefa, battendo rispettivamente Milan e Fiorentina. Solo l’arrivo di Gianluca Vialli costringe Schillaci a cambiare aria; il minutaggio e i gol segnati, non lo appagavano abbastanza. Così altra destinazione: la Milano sponda Inter lo accolse calorosamente. 11 reti segnate in 30 presenze e una coppa Uefa portata a casa contro gli austriaci del Salisburgo; i problemi fisici e gli acciacchi gli impedirono di sfondare, così arriva la sua ultima tappa; il Giappone, tra le file del jubilo iwata dove chiude la sua carriera. É difficile trovare adesso un calciatore come lui, qualcuno che conosca il sacrificio, che parta dal basso come lui e diventi poi il simbolo di un mondiale; lui è l’esempio lampante di come l’umiltà, il lavoro e il sacrificio alla fine ripagano sempre e oggi, ci sentiamo di rispondere alle sue citazioni riguardo quel mondiale: non è stato qualcuno da lassù che ha voluto tutto questo, lo ha voluto totò schillaci, I suoi piedi e la sua voglia matta di rappresentare gli italiani.

La redazione di tifosipalermo.it sarebbe lieta di sollecitare il pubblico a prendere parte a questa giornata speciale, il 30 dicembre allo stadio Gen Gaeta.

Con affetto, Manuele Nasca.

Facebook
Instagram
Twitter
SHARE