Italia, è rivoluzione: lasciano Gattuso e Gravina. I nomi dei sostituti
Il calcio italiano affronta una tempesta istituzionale e tecnica senza precedenti dopo la mancata qualificazione ai Mondiali 2026. Come confermato dalle ultime indiscrezioni di Sky Sport, Gennaro Gattuso lascerà ufficialmente la panchina della Nazionale: una decisione irrevocabile che prescinde dalle evoluzioni ai vertici della Federazione. Insieme a lui, terminerà l’incarico di capo delegazione anche Gianluigi Buffon, presente nello staff dall’agosto del 2023. Questo doppio addio certifica la fine di un progetto tecnico e apre una fase di profonda riflessione per l’intero movimento azzurro, alla ricerca di una nuova identità dopo l’ennesima delusione internazionale.
Italia, è rivoluzione: lasciano Gattuso e Gravina. I nomi dei sostituti
Le scosse colpiscono duramente anche via Allegri, dove la posizione di Gabriele Gravina appare ormai insostenibile. Il presidente della FIGC potrebbe annunciare le proprie dimissioni proprio in data odierna, innescando un cambio della guardia che molti ritengono inevitabile per avviare una riforma strutturale del sistema. Per la sua successione emergono i profili di Ignazio Abate e Giovanni Malagò come soluzioni immediate per la gestione della crisi. Mentre Malagò garantirebbe una solida esperienza istituzionale, il nome di Abate suggerisce una volontà di rinnovamento più marcata, volta a ricostruire le fondamenta del calcio nazionale partendo da basi dinamiche.
Conte e Allegri come sostituti
Per quanto riguarda la guida tecnica, il toto-nomi vede in pole position Antonio Conte e Massimiliano Allegri. Nonostante i due allenatori siano attualmente legati rispettivamente a Napoli e Milan da contratti importanti, le fonti suggeriscono che nessuno dei due rifiuterebbe l’occasione di guidare la rinascita dell’Italia. Per Conte si tratterebbe di un ritorno dopo la parentesi del 2016, mentre per Allegri sarebbe il culmine naturale di una carriera ricca di successi nei club. La disponibilità di figure di tale spessore rappresenta l’unica nota di speranza per una Nazionale che, pur travolta dal caos amministrativo, ha la necessità impellente di ritrovare credibilità sui palcoscenici mondiali.
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