Il Catania spinge e ci crede, ma il finale è amarissimo
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L’articolo di Giovanni Finocchiaro
Il Catania sfiora il miracolo, ma esce a testa alta dalle semifinali dei playoff, pagando a carissimo prezzo il pesantissimo 4-0 incassato nella gara d’andata. La sfida di ritorno si chiude con un inutile 2-1 per i rossazzurri, al termine di una partita dominata per larghi tratti e caratterizzata dall’illusione di una rimonta che avrebbe avuto contorni storici.
Il Catania spinge e ci crede, ma il finale è amarissimo
L’avvio della formazione guidata da Domenico Toscano, schierata per l’occasione con il doppio centravanti, è stato arrembante e ha infiammato fin da subito l’ambiente. L’assalto iniziale ha portato i suoi frutti già al settimo minuto, quando Caturano ha sbloccato il match approfittando di un tackle ruvido di Di Tacchio e di una disattenzione della retroguardia ascolana. Pochi istanti prima del riposo, lo stesso Caturano ha vestito i panni dell’assist-man, servendo a Forte il pallone per il gol del 2-0 che ha riacceso concretamente le speranze dell’intero stadio.
Il palo che spegne le speranze etnee
L’episodio chiave che ha segnato il destino della qualificazione è arrivato in avvio di ripresa: una discesa di D’Ausilio si è stampata clamorosamente sul palo sinistro, spegnendo di fatto il sogno della grande impresa proprio nel momento di massimo sforzo. Nel finale, Oviszach ha siglato la rete del definitivo 2-1 per l’Ascoli chiudendo definitivamente i giochi. L’amaro epilogo ha scatenato la frustrazione di una parte della tifoseria etnea, culminata con un lancio di petardi e fumogeni che ha costretto l’arbitro a sospendere temporaneamente l’incontro, mettendo a rischio la regolare conclusione dei novanta minuti.
Svanito il traguardo della promozione, in casa Catania è già tempo di affrontare i processi e le incognite del futuro. Il pubblico chiede ora a gran voce una profonda rifondazione del club nei ruoli apicali, puntando il dito contro la governance sportiva e i vertici dirigenziali. Spetterà adesso al presidente Pelligra stabilire la reale entità degli investimenti per ricostruire un ciclo vincente,
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