Serie B, la Serie A è una montagna: poche vere scalate negli ultimi dieci anni
Salire in Serie A è sempre stato complicato. Ma negli ultimi anni la difficoltà sembra essere aumentata soprattutto per quelle società che dalla massima serie mancano da tanto tempo o che non fanno parte stabilmente di quel giro.
Il dato degli ultimi dieci campionati di Serie B racconta una tendenza chiara: la maggior parte delle promozioni ha riguardato club che la Serie A l’avevano già frequentata da poco. È il caso, per esempio, di Venezia e Frosinone nella stagione in corso: i lagunari erano appena retrocessi, mentre i ciociari avevano giocato in A soltanto due anni prima.
Le vere scalate sono poche
Le vere scalate da lontano, invece, sono state poche. Ci sono casi affascinanti e importanti: la SPAL tornata in A dopo quasi mezzo secolo, il Pisa dopo 34 anni, la Cremonese dopo 26, il Como dopo 21. Senza dimenticare le prime volte assolute di Benevento, Spezia e Monza.
Ma si tratta di eccezioni. Il grosso delle promozioni, infatti, è arrivato da società già abituate di recente alla massima serie: Verona, Empoli, Frosinone, Benevento, Crotone, Lecce, Genoa, Cagliari, Parma, Venezia, Sassuolo, Cremonese. Club che spesso ripartono con rose competitive, maggiore appeal, strutture economiche più solide e, in alcuni casi, anche con il sostegno del paracadute. E il Monza potrebbe aggiungersi a breve dopo il 2-0 al Catanzaro dell’anadata in Calabria.
Il vantaggio di chi è già nel giro
Il paracadute non garantisce la promozione, perché il campo resta decisivo. Ma rappresenta comunque un vantaggio importante per chi retrocede dalla Serie A e deve provare subito a risalire. Chi invece è fuori da quel circuito da anni deve costruire tutto con risorse diverse e con un margine d’errore molto più ridotto.
Ecco perché la Serie B resta un campionato aperto, ma non sempre tutti partono davvero dalla stessa quota. Le favole esistono ancora, però sono sempre più rare. Per chi sogna la Serie A dopo tanti anni di assenza, la strada somiglia sempre di più a una montagna: serve programmazione, continuità tecnica, forza economica e la capacità di sbagliare pochissimo.
La Serie A non è impossibile. Ma per chi è fuori dal giro da tempo, oggi è certamente più lontana.
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