Che Italia, che gruppo, che gioco. Le prime tre partite degli azzurri hanno portato un’ondata di ottimismo e la consapevolezza di potere arrivare lontano. Nel favoloso gruppo italiano, c’è però anche un po’ di rosa, in particolar modo oggi, quando gli ex palermo scesi in campo sono stati addirittura 4. Due titolari, e altri due subentrati. Stiamo parlando di Emerson Palmieri, Sirigu, Cristante e Belotti. Analizziamo le prestazioni di questi quattro ragazzi che hanno colorato un po’ di rosa il preponderante e fantastico azzurro.

Emerson, “Ira funesta”

Scelto al posto del “cavallo pazzo” Spinazzola, Emerson Palmieri non ha deluso le attese. Non sarà stata forse la prestazione tipica del romanista, ma l’ex Palermo (e Roma tra le altre), ha fatto il suo lavoro e lo ha fatto davvero bene. Ha spinto in avanti, ha coperto bene dietro. Nessun rischio corso nella sua fascia, tanta grinta e qualità, oltre ad una consapevolezza che ha tanto saputo di campione d’Europa in carica con la maglia del Chelsea. Non sarà lui il titolare di questa nazionale, ma se il dovere chiama o chiamerà in futuro, lui c’è e ci sarà.

Sirigu, “Niente e tutto”

Salvatore Sirigu è il nostro “niente e tutto”: niente perchè il suo minutaggio, che recita soltanto 6 minuti giocati, non può che riservare qualche scatto utile per i fotografi. Per lui nessuna parata e nessun intervento degno di nota. Ma nel cambio di Mancini arrivato al minuto 86, c’è tutto: c’è il gruppo, la gioia, l’unità, che si respirano da tempo in questa nazionale. E Sirigu ne è stato, questo pomeriggio, il manifesto più chiaro. Tutti sono importanti, anche il portiere ex Palermo.

Le voci di mercato fanno compiere un salto di qualità al Palermo? Un’analisi…

Cristante, “L’equilibratore”

Cristante è il nostro equlibratore. Quando è entrato ha sfoderato la sua esperienza da veterano, come giocasse li da una vita. Per lui anche un tiro in porta che per poco non favoriva la deviazione di Belotti prima e di Raspadori poi. Un’eleganza che non fa parte del suo repertorio, ma che oggi ha “concesso” agli occhi del pubblico, in via del tutto straordinaria. Anche Cristante c’è, Mancini può contare su di lui.

Belotti, “Guerriero”

Limiti tecnici, ma Belotti si è impegnato come un vero lottatore. Poteva segnare in più occasioni ma gli è mancato qualcosa. Riserva, non c’è dubbio, ma un guerriero così è semre meglio averlo. Alla fine avrebbe pure meritato la rete, ma il suo tiro secco e potente era troppo centrale. Avrà ancora il suo spazio, per spaccare le partite dalla panchina e diventare, chissà, l’uomo di Euro2020.

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