Palermo fbc - Dario Mirri

Nella parte finale della conferenza stampa un Mirri abbastanza nervoso ha puntato sull’importanza di non giudicare soltanto in base ai risultati. In particolare è stata fatta una divisione tra la prima parte di stagione e seconda. Si è parlato di questo e di tanto altro nella parte conclusiva:

Castagnini e Sagramola

“Il lavoro di Castagnini e Sagramola ha un riferimento legato ai risultati. Ognuno di noi è misurato in base ad essi, ma questi sono stati variabili. La dirigenza è sempre stata la stessa. Ad febbraio è stata criticata per avere scelto Boscaglia, ma successivamente ha avuto merito a scegliere Filippi. Una scelta coraggiosa. Castagnini e Sagramola hanno sempre lavorato con coscienza. Non permetto che venga gettato fango sul loro operato né che vengano giudicati esclusivamente in base ai risultati. Non abbiamo bisogno di persone che a seconda dei risultati cambiano la propria opinione. Non cerchiamo gente che si diverta alle spalle del Palermo come è accaduto prima del fallimento. Noi vogliamo persone più serie e più capaci di noi. Nel mondo ce ne sono tante”.

Diritto di recesso

“La valutazione che la società ha chiesto per la cessione è un desiderio. Abbiamo valutato in ragione dei futuri ricavi che questa possa essere quella migliore possibile. Poi il mercato fa il prezzo. Il diritto di recesso di Di Piazza dovrebbe nascere a dicembre. Il quantum verrà stabilito dagli avvocati ed eventualmente si vedrà come e quando versarlo”.

Col senno di poi non è possibile parlare. Le cose sono cambiate col tempo. La società ha avuto Sagramola come riferimento amministrativo. Di Piazza lo sapeva, se non gli andava bene poteva dirlo fin dall’inizio. Non penso che il mancato inserimento di Paparesta abbia influito”.

Sguardo al passato

“Il ritardo della scorsa stagione nella preparazione può avere influito. Boscaglia fino al 3 agosto allenava la Virtus Entella, per cui abbiamo dovuto attendere per questioni burocratiche. La mancanza di amichevoli è stato un minus. In quel periodo era necessario affrontare amichevoli con squadre professionistiche ed in quel momento c’era disponibile solo il Catania, per cui era impossibile. Abbiamo contattato squadre calabresi ma si erano già organizzate tra loro. Le norme relative alle amichevoli con squadre dilettantistiche non erano note. Si impara dagli errori per evitare di farli”.

“È stata esperienza. Quest’anno difficilmente ahimè si potrà fare il ritiro in Sicilia. L’esperienza dell’anno scorso ci insegna che altrove potremo trovare squadre professionistiche con cui fare amichevoli. Ogni stagione è un’alchimia imprevedibile. È necessario evitare il più possibile errori. L’anno scorso non ha funzionato qualcosa. Quest’anno cercheremo di organizzare diversamente la gestione della squadra secondo modelli diversi. Gli errori servono per essere risolti. Le note positive sono da ricondurre soprattutto ai giovani. Li abbiamo scelti in Serie D e stanno confermando il bene visto”.

Niente rivoluzione, 7-8 nuovi innesti

“Erano una buona base a cui abbiamo aggiunto giocatori d’esperienza importanti. I vecchi come Floriano e Santana a loro volta hanno dato il loro contributo. Ripartiremo da quelle certezze che lo scorso anno non avevamo. L’anno scorso abbiamo preso 12-13 giocatori nuovi, quest’anno saranno meno. All’incirca 7-8. Catania è da sei anni che costruisce una squadra e non riesce a raggiungere la promozione, così come a Bari dove hanno speso il doppio di noi. Il Foggia ha fatto benissimo e si è costituito quasi all’ultimo. Il calcio purtroppo non è una scienza esatta. Porteremo avanti fino alla fine dei tre anni il nostro impegno e se avremo maggiori risorse sarà meglio. Servono le competenze che riescono a far diventare una squadra tale. La C si vince con una buona squadra, non con i campioni”.

Centro sportivo e stadio

“Il centro sportivo è un progetto sul quale fondiamo il valore futuro del Palermo. Quando una società costruisce questo progetto non fallirà mai. Se il Catania con 40-50 milioni di debiti non fallisce è proprio per questo. È un asset decisivo, una garanzia assoluta. La stessa cosa è lo stadio. Vorremmo presentare uno studio di progettazione per un nuovo impianto. Il Palermo sta facendo di tutto, in attesa di ottenere risorse, affronteremo anche l’idea di un finanziamento. Il proprietario del terreno è formalmente colui che presenta il progetto. Il resto sono dettagli burocratici. Il Palermo ha raccolto 68 mila euro dall’associazione amici rosanero, che sostanzialmente metterà come capitale sociale per questo progetto. Sempre che il Comune e il CONI diano i permessi e che ci venga concesso il finanziamento. Ci saranno spogliatoi, palestre, sale conferenze e magazzini. Non ci sarà un dormitorio, bensì soltanto una casa di accoglienza per i pasti e per la preparazione. È un modello che potenzialmente può far crescere anche dal punto di vista dei risultati sportivi”.

“Stiamo lavorando per lo Stadio su cose mai viste. Comune e Regione hanno creato un tavolo comune con grande disponibilità transpolitica a favore del Palermo. Qualora si arrivasse ad una possibilità concreta per presentare un progetto l’idea è quella di ristrutturare il Barbera. Qui c’è la nostra storia e da qui finché io potrò il Palermo non andrà via. La zona è fantastica ed è una location unica”.

“Su Santana, da presidente e tifoso, vivo un conflitto interiore. Il gol che ha fatto a Catania resterà una pietra miliare nella storia del club. Una serata indimenticabile. Santana è la storia, il presente e il futuro. Se vorrà fare ancora il calciatore oppure altro lo stabiliremo insieme. Da tifoso vorrei continuasse sul campo, ma da presidente e amico non vorrei che vivesse una nuova stagione a livelli differenti da quelli di quest’anno. L’unica certezza è che da Palermo e dal Palermo non andrà via”.

 

 

 

 

 

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