Arrivato in punta di piedi appena un anno e mezzo fa, il centrocampista Malaury Martin non ha certo avuto bisogno di tempo per conquistarsi l’affetto e il cuore della piazza palermitana. La grande esperienza internazionale del francese ha infatti reso più semplice la cavalcata della squadra rosanero verso il mondo professionistico, mentre il suo valore tecnico è apparso tante volte soverchiante per i livelli standard di un campionato di quarta serie.

Da protagonista a oggetto misterioso

Tuttavia, appena sbarcato in Serie C, il Palermo (dirigenza e squadra) ha dovuto avvertire ben presto la diversa caratura del professionismo. Tra cambi e adattamenti necessari, ne ha fatto le spese principalmente il centrocampista francese che, da elemento imprescindibile qual era, è passato ad essere un vero e proprio oggetto misterioso.

Nessuno, sia chiaro, potrebbe ancora oggi dubitare della qualità del calciatore, ma ben diversa è la considerazione da fare: questo Martin può incidere anche in Serie C? La valutazione è complicata, ma la tifoseria non ha mancato in diverse circostanze di schierarsi dalla parte del francese, chiedendone un maggior utilizzo o direttamente la titolarità in campo.

Il miglior giudice è sempre il campo

Palermo Martin

I più accaniti sostenitori del centrocampista ribadiscono puntualmente il freddo rigore della statistica. Considerando soltanto le partite in cui Martin ha giocato almeno 10 minuti, il Palermo non ha mai perso. I numeri sono per loro natura indiscutibili, ma possono veramente risolvere da soli la questione? Per di più, Martin ha disputato solo 5 partite da titolare: il dato è quindi significativo, ma non troppo.

Forse faremmo meglio a guardare solo al campo, che può darci sicuramente risposte più confortanti. Ad esempio, contro Ternana, Juve Stabia e Catania, ovvero contro squadre importanti del girone, Martin ha sicuramente saputo dettare i tempi di gioco della squadra, dando equilibrio e mettendo ordine in mezzo al campo.

Martin e il gioco di Boscaglia

mercato PalermoEppure il centrocampista non sembra avere fatto breccia nel cuore di Boscaglia, che predilige invece muscoli, freschezza e dinamismo per aggredire l’avversario. Martin, per sua natura, è un calciatore decisamente più compassato e che soffre gli alti ritmi di gioco, nonché il pressing tamburellante degli avversari.

Inoltre, il tecnico gelese non sembra avere ancora trovato la vera posizione in campo di Martin. La piazza rosanero ha così invocato a gran voce l’inserimento di un regista (come Martin) tra le linee di centrocampo. Tuttavia, il 4-2-3-1 di Boscaglia non ne prevede l’esistenza e, nonostante il passaggio al 4-3-3 con due mezz’ali ed il regista, la squadra non sembra avere ancora assorbito il cambiamento di natura tattica. Contro la Cavese, Odjer ha continuato a giocare basso, Luperini non ha mai trovato la posizione e Martin si è trovato nuovamente invischiato nella morsa di avversari.

Il francese soffre la pressione degli avversari

La fangaia di Cava de’ Tirreni non ha certo esaltato le qualità del calciatore francese. Non appena questi viene aggredito, va in difficoltà. Già in Serie D si erano avute le prime avvisaglie: squadre come Savoia e FC Messina avevano costruito delle gabbie intorno al francese, per neutralizzarlo e renderlo inoperoso. Per concludere, Martin appare anche macchinoso nel tentativo di riconquistare il pallone, finendo spesso per commettere interventi maldestri e fallosi (basti vedere l’ultimo giallo preso a Cava).

Certamente il francese resta un centrocampista dai piedi buoni anche in Serie C, ma ha bisogno di tempi e spazi di gioco importanti per esprimersi al meglio. Al momento, il Palermo non sembra poterli garantire. La squadra non è ancora così sicura e padrona della partita, da permettere a Martin di occuparsi soltanto di gestione del campo e passaggi in verticale. Infine, il credo calcistico di Boscaglia richiede anche grande corsa e tanto lavoro di interdizione: ma queste sono tutte caratteristiche che non fanno parte di Malaury Martin.

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2 Commenti

  1. Martin è lento e comunque non ha nemmeno i piedi di Corini, sbaglia spesso i calci piazzati, secondo me è meglio venderlo e comprare un altro centrocampista.

  2. In un centrocampo a 3 con due incontristi accanto Martin può dare il suo apporto inoltre è l’unico centrocampista in rosa che è ingrado di smistare il gioco perciò in assenza di alternative deve giocare.

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