Grande attaccante, grande uomo, uno di quelli che parlava poco fuori dal campo e che invece nel rettangolo verde, lasciava parlare molto i suoi piedi. Stiamo parlando di Alberto Gilardino, un attaccante capace di segnare 200 reti in carriera, 188 delle quali in serie A.

Ha partecipato al trionfo di Berlino nel mondiale del 2006 siglando un gol contro gli Stati Uniti nella seconda partita di quel girone che poi a nostra nazionale concluse con il primo posto. Tra le altre, ha indossato anche la maglia di Milan, Fiorentina e Parma. Poi a fine carriera è passato al Palermo dove è stato un anno; giusto il tempo di salvare la squadra rosanero insieme a Sorrentino e compagni nel bel mezzo di una stagione molto travagliata, siglando il gol decisivo all’ultima giornata contro il Verona. Oggi il campione del Mondo ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Mediagol.it parlando ovviamente del Coronavirus che sta stravolgendo il mondo del calcio e dei momenti trascorsi al Palermo. Ecco le sue principali dichiarazioni:

Sui provvedimenti presi per far fronte all’emergenza Gilardino afferma: “Purtroppo non siamo medici, non siamo nessuno per dire cosa è o cosa era corretto fare. Credo che non possiamo entrare nel merito di una questione così delicata. Però una cosa la posso dire in quanto allenatore della Pro Vercelli: il nostro presidente è stato il primo a dire basta all’attività agonistica e a fermare tutti gli allenamenti”

Sulla sua esperienza a Palermo afferma: “Mi sono trovato molto bene a Palermo, sia dal punto di vista professionale che sportivo. Mi sono divertito e mi sono trovato davvero bene a anche con i Palermitani. Io e mia moglie ricordiamo molto bene quel periodo anche perchè era la prima volta che mi trovavo in una grande piazza al Sud. Per lo spessore della squadra e della società mi sarebbe piaciuto rimanere anche di più, ma non è escluso che io possa tornare sotto altre vesti”.

In quella stagione davvero turbolenta in cui Zamparini riuscì a prendere e cacciare moltissimi allenatori, l’attuale allenatore della Pro Vercelli non esita a dare dei giudizi su alcuni di loro: “Ballardini? Era un normalizzatore, come mi piace definirlo. In un momento così difficile lui riuscì a prendere in mano lo spogliatoio e a trasmettere la serenità giusta alla squadra. Schelotto purtroppo non ebbe molto tempo per esprimere le sue idee di calcio e lasciare un’impronta importante. Ho comunque un bel ricordo sia di lui che di suo fratello, due amanti del calcio. Tedesco invece è stato con noi un po’ di tempo e ho subito notato la sua grande voglia di emergere. Sono sicuro che presto dimostrerà quello che sa fare a buoni livelli”.

Poi domanda spigolosa per Alberto che racconta il suo rapporto con Zamparini: “Non mi piace parlare molto delle cose che succedono fuori dal campo, ho preferito sempre dimostrare in campo quello che volevo dire. Inutile dire quanto Zamparini abbia dato ai Palermitani e a questa città e quanto abbia dato a me, che non avrei mai conosciuto questa meravigliosa gente se non mi avesse portato lui qui, questi meravigliosi cittadini di Palermo! Zamparini è un uomo che ama parlare di calcio ed è conosciuto in tutto il territorio nazionale”.

 Infine un excurusus rapido sul Palermo in serie D e su Santana: “Un abbraccio ad Alberto. Un giocatore di assoluto livello per quella categoria, può dare davvero tanto a questa piazza e lo sta dimostrando”.

 

 

1 commento

  1. Ci sono persone che non hanno il benché minimo pudore di tacere. Mi sorprendo che ancora ci sia qualcuno che lo intervista.

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