Spadafora al Senato: "Sul tema calcio, eccessivo l'inasprimento del dibattito politico e mediatico" - TifosiPalermo

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Spadafora al Senato: “Sul tema calcio, eccessivo l’inasprimento del dibattito politico e mediatico”

Spadafora

L’intervento del Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora al Senato previsto per le ore 11.00 segue ancora aggiornamenti, ed è volto a spiegare tutto il lavoro svolto in questi mesi di emergenza sanitaria in Italia:

Si sono fermate tutte le competizioni sportive di ogni tipo e genere. Dall’inizio dell’emergenza, ho mantenuto rapporto costanti con tutti gli organismi sportivi, a partire dal Coni, Paralimpico, federazione, discipline sportive associate, enti dilettantistici e tutte le realtà che potessero dare un’immediata percezione di ciò che accadeva nel paese. Proprio ieri ho partecipato ad una giunta straordinaria del Cip e domani sarò presente ad una del Coni. Ho cercato nei limiti del possibile di condividere una linea comune”.

Le parole di Spadafora hanno riguardato quindi il termine prudenza:

Ma per l’Italia ci sono stati altri appuntamenti importanti, come Giro d’Italia, inaugurazione di Uefa 20-20. La linea del governo è stata sempre di prudenza e tutela della salute per tutti. Le immagini dei morti e delle persone che sono state portate via da questa epidemia ritornano alla mente di tutti noi, riguardano pochi mesi fa. Prudenza per riapertura. Nel DPCM del 4 maggio vi è stata la ripresa dell’ attività motoria per tutti gli italiani, segnale importante. Ma anche allenamenti individuali, limitando ad atleti di interesse nazionale e avevano urgenza di tornare. Questo necessario perché il richiamo che veniva dalla comunità scientifica era di mettere in circolazione il minor numero di persone per ricominciare in modo graduale l’apertura”.

Sul calcio il dibattito più caldo: “Sono pienamente consapevole dell’importanza sociale che si raccoglie intorno al tema del calcio, sarebbe paradossale se non ne riconoscessi importanza. Rappresenta industria importante, un fatturato importante e che dà al fisco oltre un miliardo di euro l’anno. Ho trovato però eccessivo l’inasprimento del dibattito politico e mediatico, incomprensibile a fronte di milioni di italiani interessati alla propria salute e lavoro.

Ieri osservazioni per ripresa allenamenti: il CTS chiede che nel caso in cui emerga un positivo all’interno della squadra, tutta venga messa in quarantena senza contatti esterni. L’altra di affidare responsabilità notevole ai medici delle singole società e ancora che venga fatta attenzione al numero di tamponi, che non vada a impattare su esigenze generali dei cittadini. Credo che le osservazioni saranno prese in considerazione dalla Figc, che riadatterà il proprio protocollo a queste indicazioni e consentire la ripresa degli allenamenti.

Poi resterà necessità di definire la riapertura del campionato: se riprenderà come tutti auspichiamo, riprenderà perché saremo arrivati a questa decisione dopo una successione ordinata di azioni e protocolli al fine di riprendere in sicurezza, di tutti. Non era possibile decidere per fretta irresponsabile. Era evidente e in contrapposizione con tutela e salute. Un’incertezza che ha caratterizato tutti i paesi. Gli unici che hanno deciso subito sono quelli che hanno bloccato, mentre gli altri hanno rinviato la decisione per analizzare curva dei contagi”.

Ancora Vincenzo Spadafora aggiunge: “Governo linea coerente, mentre abbiamo visto cambiare molte volte opinione a presidente, addetti ai lavori, giornalisti. Una varietà di pensiero determinata da un cambiamento continuo della situazione. Noi invece, senza farci condizionare, siamo andati avanti con coerenza e se ripartirà il campionato sarà per quello. Esempio cassiera nel supermercato? Nel supermercato è possibile tenere distanziamenti, usare protezione. Il calcio è per sua natura uno sport nel quale non è possibile mantenere distanze, i giocatori devono correre, marcarsi, assembrarsi in area di rigore. Da qui la necessità di evitare. La sottovalutazione di questo problema ha portato poche settimane fa alla quarantena di diverse squadre di Serie A e diversi giocatori. Quello che vogliamo evitare è di ritrovarci in questa situazione. Siamo tutti consapevoli che la necessità per il calcio nasca da motivazioni sportive e da legittime motivazioni economiche, diritti televisivi dal cui introito dipende il futuro di molte squadre”

 

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