Corvino: “Piazze del Sud in difficoltà? Il sistema si è inceppato”
Il direttore sportivo Pantaleo Corvino ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport, poi inserita nell’edizione odierna del quotidiano. Ecco le sue parole.
Le parole di Corvino
Sulle critiche per l’acquisto di molti calciatori stranieri: “A volte è una necessità. Quando non puoi comprare italiani, perché il club non può sopportare certi costi, devi andare all’estero. Ma è una necessità che poi diventa una virtù se prendi stranieri che producono ricchezza tecnica ed economica”.
Sulla difficoltà dei giovani italiani a emergere in Serie A: “Innanzitutto devi avere le qualità in A. Poi il calcio è globalizzato e ognuno cerca di trovare le risorse tecniche senza guardare al passaporto. Il fatto che la Nazionale non è ai Mondiali da 3 edizioni non c’entra con questo”.
Sulle cause della crisi e necessità di riforme: “Il sistema è vecchio. Va cambiato. I presidenti federali non possono agire, devono osservare regole che non gli consentono di mettere in campo soluzioni innovative. In Italia non mancano i dirigenti, né gli allenatori e i preparatori. Va modernizzato il sistema, lo ripeto da tempo”.
Su presenza di giovani talenti e supporto alla Nazionale maggiore: “Sì, ci sono. Magari di meno rispetto al passato, ma ci sono. Finché gareggiano nelle Nazionali giovanili siamo alla pari se non superiori agli altri. Qualcosa non funziona a livello di Nazionale maggiore, ma non perché mancano giocatori per battere la Bosnia o la Macedonia. Piuttosto perché bisogna dare all’Italia il valore che merita. I club, all’interno di un sistema nuovo, devono consentire alla Nazionale di avere i calciatori per più tempo”.
Sulle difficoltà delle piazze del Sud
Su Malagò e la possibilità di cambiare il sistema: “Se non gli permetteranno di cambiare il sistema, anche lui rischia di fallire. Non era Gravina sbagliato, ma il contesto”.
Sulle grandi piazze del Sud bloccate nelle categorie inferiori: “Da Napoli a Palermo c’è solo il Lecce in A con i partenopei. Ripeto: tutto parte dal sistema che s’è inceppato”.
Sul modello di gestione societaria del Lecce: “Il Lecce è stato un precursore. Farà la A per il 5° anno di fila col monte ingaggi di 10 milioni netti, il più basso d’Europa”.
Sulla più grande soddisfazione professionale della carriera: “Essere partito dalla 3ª categoria ed essere arrivato 4 volte in Champions. Ho coronato il mio sogno di bambino”.
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