Serie B, Bedin: “Un’incertezza mai vista dal ’77. Playoff che spettacolo”
Il Presidente della Lega Serie B Paolo Bedin intervenendo a Radio Anch’io, ha voluto commentare l’anno del campionato cadetto che si è concluso da poco. Non sono mancate parole di elogio per tutti i giovani presenti in B e convocati in Nazionale. Ecco di seguito le sue parole.
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Serie B: le parole di Bedin
Il commento di Bedin sui giocatori di Serie B convocati in Nazionale: “C’è grande soddisfazione per un fatto storico, quello delle convocazioni (diventate ieri sette con la chiamata di Berti al posto di Venturino ndr) di tanti giocatori di B in Nazionale, motivo di riconoscimento del ruolo del campionato e anche di incoraggiamento per spronarci ulteriormente nel dare fiducia e spazio a questi ragazzi’.
La bellezza del torneo di Serie B: “Il nostro è un torneo che conferma la sua caratteristica di equilibrio e incertezza, forse quest’anno anche di più dal momento che era dal 1977 che contemporaneamente alla penultima giornata non avevamo nessuna promossa ma nemmeno nessuna retrocessa”. Cambi nel format dei playoff? “Hanno regalato spettacolo, complimenti ai vincitori ma anche al Catanzaro che ha disputato un play straordinario e tenuto vivo il risultato fino all’ultimo. La formula va mantenuta, con alcune riflessioni sul tema dei punti di distacco, ma è giusto premiare chi nella regular season ha fatto più punti”.
La presidenza della FIGC e le varie categorie
Sulla presidenza della Figc: “Noi assieme ad altre componenti abbiamo espresso un orientamento ma, aldilà di chi sarà il presidente, dovremo essere in grado dal giorno dopo di poter lavorare all’interno del Consiglio federale per dare risposte ai problemi del nostro calcio”.
Le funzioni dei vari campionati per Bedin: “La valorizzazione dei giovani dal punto di vista tecnico, con meccanismi premiali per permettere a questi giocatori di fare esperienza di alto livello, la sostenibilità economico-finanziaria, perché le società devono liberare risorse per gli investimenti sugli asset strategici che sono il vivaio, le infrastrutture e la qualità del management e, terzo e ultimo, una riflessione sulla riforma dei campionati per dare sostenibilità e maggiori certezze al sistema. Non è un tema di numero di squadre, sarebbe troppo semplicistico ma di sostenibilità e di filiera. Ognuno deve avere una propria funzione, la B e la C hanno quella della valorizzazione del talento, la A di prodotto di vertice”.
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