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Stadio Barbera: bordata del sindaco contro la Sipet

Palermo nuovo Renzo Barbera

 

Stadio Barbera: bordata del sindaco contro la Sipet

Una bordata, un colpo quasi inaspettato ma di assoluto valore. Il Sindaco di Palermo ha scritto ieri al Palermo e alla Sipet, la società che ha in concessione l’ippodromo, una lettera avente ad oggetto la definizione dei rapporti tra la società rosanero e i “vicini” che gestiscono l’ippodromo. Più che una semplice bordata, la lettera rappresenta un vero e proprio ultimatum istituzionale, un atto di forza a tutti gli effetti da parte del Comune. Il Sindaco Roberto Lagalla e l’Assessore al Patrimonio Brigida Alaimo hanno deciso di rompere gli indugi per evitare che il mancato accordo privato tra il Palermo FC e la SIPET s.r.l. faccia sfumare un’opportunità enorme per la città. Ma diamo uno sguardo ai punti chiave della lettera per capire meglio cosa sta succedendo e cosa rischia la SIPET.

Il contesto e la posta in gioco – Perché il Comune ha fretta?

La riqualificazione dello stadio Renzo Barbera non è vista come una semplice questione tra privati, ma ha le caratteristiche normative di “un’opera di interesse pubblico e strategico nazionale”. Ci sono due scadenze che sono motivi fondamentali che mettono fretta all’amministrazione.

Il primo è la candidatura a Euro 2032: come sappiamo per permettere a Palermo di ospitare gli Europei, lo stadio deve avere una copertura integrale. Per realizzare questa copertura, il progetto del Palermo FC deve necessariamente “invadere” una porzione di area attualmente data in concessione alla SIPET.

Il secondo è il fattore economico e i tempi della FIGC/UEFA: c’è un termine perentorio fissato al 31 luglio 2026 entro il quale anche il Consiglio Comunale deve pronunciarsi. Se si supera questa data senza sbloccare la conferenza decisoria, la città non solo perde la candidatura a Euro 2032, ma perde definitivamente anche il contributo a fondo perduto di 60 milioni di euro già deliberato dalla Giunta Regionale.

La “bordata” alla SIPET e il “richiamo” al Palermo FC

Il Sindaco usa parole molto chiare per bacchettare le due società, definendo “sterile” la corrispondenza passata e rilevando che, a differenza del massimo impegno profuso dal Comune, “le parti non hanno dimostrato pari impegno”.

Il Comune aveva fissato una scadenza (il 13 luglio) affinché si trovasse un accordo bonario, ma l’incontro del 14 luglio si è concluso con un nulla di fatto. Sembra di capire quindi che Sipet sia il soggetto che sta bloccando l’operazione avanzando richieste di indennizzi e costi ritenuti evidentemente un ostacolo alla fluidità della trattativa.
Del resto gli oltre sei milioni di euro, 6.669.182 per la precisione, chiesti al Palermo solo così posso essere interpretati. Probabilmente la società che gestisce l’ippodromo, un attività che di certo non fattura più come negli anni d’oro dell’ippica ed anzi tutt’altro, ha fatto male i conti e la società di viale del Fante non ha ritenuto che la relazione che giustificava questi numeri, oltretutto senza ne nome ne firma del “professionista incaricato”, come facilmente riscontrabile nella missiva del legale della Sipet datata 1 giugno 2026, avesse il benchè minimo fondamento.

La mossa d’autorità del Comune: la riduzione coatta della concessione

Visto che l’accordo non è arrivato e i tempi sono scaduti, il Sindaco si dice pronto ad applicare un principio di legge “le concessioni di beni pubblici possono essere revocate o modificate per sopravvenuti motivi di interesse pubblico”.

E così invece di revocare tutta la concessione alla SIPET, il Comune ha deciso di valutare di procedere d’ufficio per vie formali:

Taglio dell’1%: potrebbe quindi essere avviata la procedura per “ridurre d’autorità la concessione della SIPET di circa 2.900 mq” (pari all’1% del totale), basandosi su una proposta di mediazione tecnica avanzata dal Palermo FC il 15 giugno. Questa riduzione, secondo i tecnici, non pregiudica l’attività e l’autonomia della SIPET.

Riduzione del canone: ed eventualmente come contropartita per la perdita di questi 2.900 mq, alla SIPET verrà proporzionalmente abbassato il canone d’affitto dovuto al Comune.

Chi paga i “danni” e i ripristini?

La lettera tutela comunque gli aspetti economici legati ai lavori, stabilendo che la SIPET non debba subire danni strutturali senza ristoro:
Il Comune ordina all’Area dei Lavori Pubblici di accertarsi che nel piano economico del progetto siano previsti i fondi necessari per le “opere di completo ripristino” di tutto ciò che verrà intaccato dai lavori nell’area sottratta alla SIPET.

Viene inoltre specificato che il costo di questi ripristini dovrà essere interamente a carico del Palermo FC, ed inserito direttamente nel quadro economico del progetto dello stadio.

Il Sindaco ha così tolto alla SIPET il “potere di veto” sulla riqualificazione dello stadio. Poiché la società non ha firmato l’accordo nei tempi richiesti, il Comune ha deciso unilateralmente di sottrarle la porzione di terreno che serve per i piloni o le strutture della nuova copertura dello stadio, offrendo in cambio uno sconto sull’affitto e garantendo che i lavori di ripristino saranno pagati dal Palermo FC. Resta salva la possibilità per le due società di trovare un accordo diverso prima del progetto esecutivo, ma intanto l’amministrazione tira dritto per non perdere i 60 milioni di euro.
Insomma parabola significa che Palermo non può perdere questa occasione e nessuno si può permettere di mettere i bastoni tra le ruote alla realizzazione di un’opera strategica per la città ed il suo tessuto economico.

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