A 37 anni suonati, Franco Vazquez dimostra che la classe non ha età, regalandosi l’emozione più grande proprio nelle battute conclusive della sua carriera. L’ex fantasista del Palermo, è salito sul tetto d’Argentina con la maglia del Belgrano. La formazione di Córdoba ha scritto una pagina di storia indelebile conquistando il suo primo titolo nazionale, grazie a una clamorosa vittoria per 3-2 contro i giganti del River Plate nella finalissima del Torneo Apertura.
Belgrano, il testa a testa serrato con il River Plate
Il match non era iniziato sotto i migliori auspici per il Belgrano, costretto a inseguire un River Plate sceso in campo con i favori del pronostico. I sogni di gloria sembravano infrangersi di fronte ai continui assalti degli avversari, capaci di portarsi in vantaggio prima con l’ex interista Facundo Colidio e poi, dopo il momentaneo pareggio di Morales con un colpo di testa su azione d’angolo, nuovamente con la rete di Galvan a trenta minuti dal termine.
Poi, tra l’84’ e l’87’, si è compiuto un vero e proprio miracolo sportivo. Salito in cattedra “Uvita” Fernandez, l’attaccante ha firmato una clamorosa doppietta lampo nel giro di tre minuti: prima ha trovato la freddezza dal dischetto per il 2-2, e subito dopo ha piazzato il guizzo decisivo da sottomisura per il definitivo 3-2 che ha ribaltato il match e fatto esplodere la sponda di Córdoba.
L’apporto decisivo di Vazquez
Anche in questa notte magica, Vazquez ha dovuto iniziare la sua partita dalla panchina, ma il suo ingresso in campo ha lasciato un segno indelebile. È stato proprio il “Mudo” a lottare su un pallone vagante, recuperarlo e pennellare l’assist perfetto per il gol scudetto di Fernandez. Questa giocata magistrale cancella definitivamente l’amarezza per quel rigore fallito, e fortunatamente indolore, nella semifinale contro l’Argentinos Juniors, trasformandosi nel passaporto per le lacrime di gioia che hanno unito l’esperto trequartista, i suoi compagni e un intero popolo in festa.
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