Palermo, il peso di Pohjanpalo: quel 40% che racconta la stagione rosanero
Joel Pohjanpalo ha segnato 23 dei 58 gol del Palermo, cioè quasi il 40% dell’intera produzione offensiva rosanero. Nessun altro miglior marcatore delle prime quattro squadre della Serie B attuale pesa così tanto sul totale dei gol della propria squadra. Si tratta però di un dato “doppio”, ma andiamo con ordine.
Alla 36ª giornata, la classifica delle prime quattro dice: Venezia primo con 73 gol fatti, Frosinone secondo con 70, Monza terzo con 57 e Palermo quarto con 58. I rosanero hanno quindi segnato più del Monza e appena meno rispetto alle altre due grandi del campionato, ma la distribuzione interna delle reti racconta una storia diversa.
Prendendo il miglior marcatore di ciascuna delle prime quattro, il confronto è eloquente. Pohjanpalo è a quota 23 gol, Adorante del Venezia a 17, Ghedjemis del Frosinone a 14, Petagna del Monza a 8.
La percentuale cambia completamente la prospettiva: Pohjanpalo vale il 39,7% dei gol del Palermo, arrotondato al 40%. Adorante incide per il 23,3% sui gol del Venezia, Ghedjemis per il 20% su quelli del Frosinone, Petagna per appena il 14% su quelli del Monza.
Il primo lato della medaglia è chiarissimo: Pohjanpalo ha disputato una stagione enorme. Non è stato soltanto il centravanti del Palermo, ma il riferimento assoluto, il terminale, l’uomo capace di tenere in piedi l’attacco rosanero nei momenti decisivi. Il suo dato non va sminuito, anzi: 23 gol in una squadra da quarto posto sono numeri da trascinatore vero.
Ma c’è anche l’altra faccia della medaglia
Se si tolgono i gol del miglior marcatore, il resto del Palermo ha prodotto 35 gol sul totale di squadra. Il Venezia, tolti i 17 di Adorante, ne ha prodotti 56. Il Frosinone, tolti i 14 di Ghedjemis, arriva ancora a 56. Il Monza, tolti gli 8 di Petagna, resta comunque a 49.
È qui che emerge la vera differenza: il Palermo ha avuto il bomber più determinante, ma le altre tre hanno avuto una produzione più distribuita. In altre parole, davanti ai rosanero il problema non è stato il centravanti. Semmai il contrario: Pohjanpalo ha fatto più del suo. È mancato, piuttosto, un contributo più pesante dagli altri attaccanti, dai trequartisti, dagli esterni e dai centrocampisti.
Nel dettaglio, dietro Pohjanpalo il Palermo ha Ranocchia a 6 gol, Pierozzi e Le Douaron a 5, Segre a 4, Bani e Ceccaroni a 3, Palumbo a 2, poi Augello, Brunori, Diakité e Gomes a 1. Il totale delle reti assegnate ai giocatori rosanero arriva a 55, con altri gol nel totale di squadra derivanti da autogol a favore.
Il confronto con il Venezia spiega bene la differenza. I lagunari hanno Adorante a 17, ma anche Yeboah a 9, Busio e Doumbia a 7, Hainaut e Haps a 5. Non c’è soltanto un bomber: c’è una seconda e terza linea offensiva che pesa molto di più.
Ancora più evidente il caso del Frosinone: Ghedjemis è il miglior marcatore con 14 gol, ma alle sue spalle ci sono Raimondo a 10, Calò a 9, Koutsoupias a 7, Kvernadze a 5, Bracaglia e Fiori a 4. Una distribuzione ampia, profonda, che rende l’attacco meno dipendente da un singolo giocatore.
Il Monza è quasi il modello opposto rispetto al Palermo: Petagna è il miglior marcatore con 8 reti, ma i brianzoli hanno mandato in gol tantissimi giocatori. Prima della 36ª giornata erano già 19 i calciatori del Monza finiti nel tabellino marcatori; poi contro il Modena è arrivato anche il gol di Birindelli, che ha portato il totale dei brianzoli a 57 reti.
Ecco perché il 40% di Pohjanpalo è un dato doppio. Da una parte certifica la grandezza del finlandese, capace di incidere più di qualsiasi altro bomber delle prime quattro sul totale della propria squadra. Dall’altra, però, fotografa anche una fragilità del Palermo: troppi gol concentrati su un solo uomo.
Il quarto posto rosanero non si spiega soltanto con questo numero. Sarebbe riduttivo. Ma il dato aiuta a capire una parte importante della stagione: il Palermo ha avuto il miglior finalizzatore della Serie B, ma non lo stesso peso realizzativo collettivo delle squadre che gli stanno davanti.
In vista dei playoff, questa può diventare una chiave decisiva. Pohjanpalo resta l’arma principale, il giocatore a cui aggrapparsi. Ma per alzare davvero il livello, il Palermo avrà bisogno anche di altro: dei gol di chi gli gira intorno, degli inserimenti dei centrocampisti, degli esterni, dei trequartisti, delle seconde linee.
Perché il 40% racconta un bomber straordinario. Ma racconta anche quanto, dietro di lui, il Palermo debba ancora trovare più soluzioni.
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