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Reggiana, Bisoli e quella promessa ai suoi: dinamiche di un leader

Reggiana Bisoli

 

Reggiana, Bisoli e quella promessa ai suoi: dinamiche di un leader

Se domani vinciamo, porto i miei ragazzi a cena fuori“. Una frase scherzosa, ironica, gettata al vaglio dei giornalisti presenti nella sala stampa del Mapei Stadium pronta per fare il giro del web. Una dichiarazione che nasconde la tensione agonistica e la paura di non farcela, di salutare la categoria e di provare che – alla fine – qualcosa non è andato. Una delle caratteristiche dei leader, alla fine, è la dissimulazione. Ed in questo momento, forse, la Reggiana non poteva scegliere persona migliore di Pierpaolo Bisoli.

Reggiana, Bisoli e quella promessa ai suoi: dinamiche di un leader

Pierpaolo Bisoli, soprannominato “Bisolone”, è l’uomo delle missioni impossibili e del carattere indomito. La sua carriera da allenatore è legata a doppio filo al Cesena, che ha guidato in una leggendaria scalata dalla Serie C alla Serie A con una doppia promozione consecutiva. Noto per la sua grinta e per la capacità di compattare spogliatoi in difficoltà, ha lasciato il segno anche a Cosenza, firmando una salvezza miracolosa, e al Sudtirol, portato da debuttante fino alla semifinale playoff.

Oggi alla Reggiana, come abbiamo visto nelle recenti cronache, Bisoli si conferma il “pompiere” della Serie B: un tecnico capace di soffrire e far soffrire, che punta tutto sull’unione del gruppo e sulla solidità difensiva. Nonostante le batoste e le polemiche arbitrali (come quella recente contro il Padova), resta fedele al suo credo fatto di sudore e quella “fiammella” di speranza sempre accesa, cercando di trascinare i granata fuori dalle sabbie mobili della retrocessione con la sua solita, inesauribile carica agonistica

Palermo avvertito

Bisoli ha fatto una promessa ai suoi: una cena offerta in caso di vittoria contro una delle Fab Four di questa Serie B. Una frase che nasconde molto di più. Nasconde mesi di incertezze, di veleni, di polemiche arbitrali, di gestioni folli e di scelte sbagliate. Separa il buio dell’oblio della retrocessione dalla luce della salvezza (che, per inciso, dista solo quattro punti). Se la Reggiana, alla fine della stagione, dovesse non farcela, non sarà sicuramente colpa dell’ex Cesena. Piombato al timone di una nave in tempesta, il mister ha promesso di non abbandonare la barca. Ed anche questa è una delle caratteristiche di un leader.

 

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