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Un filo conduttore, sottile ma evidente. Quello che lega Leandro Rinaudo, A Venezia e Palermo, che si sfideranno al Barbera domenica alle 18. Un ex, che proprio in Veneto ha iniziato la sua carriera in giacca e cravatta. Era il 2016, e l’ex difensore rosanero diventava osservatore e collaboratore degli arancioverdi per conto del direttore sportivo Giorgio Perinetti. Proprio colui che Rinaudo lo aveva “avuto ” da calciatore ai tempi di Siena e Palermo. Intrecci strani, gomitoli che a volte solo il calcio sa regalare.

Rinaudo, da Venezia a Palermo: la partita dell’ex

Con l’addio di Perinetti, Rinaudo diventa poi il responsabile dell’area tecnica del Venezia nel 2017, il 7 ottobre. Tanti acquisti importanti e un 5° posto in classifica, prima di dire addio al sogno Serie A in semifinale dei playoff. Tra i nomi portati in laguna, ci sono Audero dalla Juventus in prestito, Andelkovic (proprio dal Palermo) a titolo definitivo, Del Grosso dall’Atalanta e ancora Zigoni dal Milan e Vitale sempre dai bianconeri. Una campagna acquisti oculata, che ha permesso ai tifosi veneziani di sognare in grande. Un anno dopo, nel 2018, Rinaudo lascia il club e gli succede Valentino Angeloni.

Dopo l’esperienza alla Cremonese nel ruolo di direttore sportivo, arriva al Palermo come responsabile del settore giovanile, con cui ottiene una finale playoff in Primavera 3. Dopo le dimissioni di Castagnini e per volere del presidente Dario Mirri, diventa il direttore sportivo del Palermo. In viale del Fante porta giocatori importanti come Saric, Stulac e Di Mariano. Questione di professionalità e di sapere fare bene il proprio lavoro. Da Venezia a Palermo. Rinaudo domenica incontra il suo passato, nella casa del suo presente.

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