Joe Tacopina

 

E se Joe Tacopina tornasse alla carica per acquistare il Palermo?

Fantacalcio penserete tutti, ma chissà…
Un uccellino ci ha detto che l’avvocato americano potrebbe ripensare all’ipotesi di acquistare il Palermo. Ma come Tacopina non sta comprando il Catania? Sta comprando, appunto, non ha già comprato. In tempi non sospetti abbiamo sempre sostenuto di non essere così certi che l’ex patron del Venezia alla fine sarebbe diventato il presidente della squadra etnea. E l’attuale mancata chiusura della trattativa per noi non è che la conferma.

La riduzione del debito

Il problema sta tutto nella riduzione degli abnormi debiti che ha a tutt’ora il Catania. Se la Sigi non riuscirà, così come ancora non è riuscita, a ridurre il monte debiti, Tacopina, che ad oggi ha firmato solo un preliminare, crediamo avrà tutte le motivazioni valide per non concludere la trattativa e potrà quindi “smarcarsi” finendo per essere esente da colpe anche agli occhi dei tifosi catanesi. E a quel punto quello che in tanti posso pensare sia solo un nostro delirio potrebbe assumere contorni ben diversi.

Ci risulta che mai in questi mesi il dialogo tra Di Piazza e Tacopina si sia completamente interrotto. Probabile che Di Piazza abbia chiesto una mano a Tacopina per trovare qualcuno disponibile a rilevare le sue quote o in altra ipotesi a trovare qualcuno interessato al Palermo ma che gli consentisse comunque di restare, però stavolta con un peso, almeno decisionale, reale e concreto.

Le difficoltà sorte nella chiusura della trattativa Catania avrebbero però fatto riconsiderare a Tacopina l’opzione Palermo. Non è un mistero che l’avvocato americano voglia restare nel calcio italiano e nonostante le schermaglie di questo ultimo anno non gli è andato giù l’ostracismo nei suoi confronti della famiglia Mirri.

Il Palermo vale 18 milioni di euro? Vi spieghiamo, ma Hera Hora non verrà liquidata!

Oggi però, rispetto a quando ci furono i primi contatti con Dario Mirri, la situazione economica della società di viale del Fante è ben diversa tant’è che un’offerta reale e concreta potrebbe cambiare le carte in tavola. In questa operazione, chiaramente Tacopina godrebbe della sponda e dell’ampio gradimento di Tony Di Piazza, potrebbero rientrare anche gli altri soggetti assieme ai quali l’avvocato americano ha intrapreso la trattativa per il Catania.

Certo la liquidazione di Hera Hora avrebbe forse reso “più appetibile” economicamente l’eventuale operazione riducendo in qualche modo il valore della società. Da qui, probabilmente, “l’arrabbiatura” di Di Piazza successiva alla mancata messa in liquidazione della controllante del Palermo Fc che l’ex vicepresidente non ha fatto nulla per nascondere nonostante in un primo tempo non fosse favorevole perché di fatto rendeva inefficace il suo diritto di recesso.

La liquidazione di Hera Hora

E perché allora, vi chiederete, Di Piazza ha votato contro la liquidazione di Hera Hora? Ovviamente non poteva essere lui a cambiare idea ma tanto era certo che Daniele Mirri e Dario Mirri, ovvero coloro i quali detengono la maggioranza, avrebbero votato per la liquidazione e quindi tutto sarebbe andato come alla fine probabilmente avrebbe fatto comodo anche a lui. Ed invece liquidazione e piani saltati almeno apparentemente.
Abbiamo descritto uno scenario fantascientifico o non siamo poi tanto lontani da una, fino a poco tempo fa, inimmaginabile ipotesi?
A posteri, ovvero più semplicemente alla definizione della trattativa di Tacopina con la Sigi, l’ardua sentenza.

P.S. Sia chiaro, attualmente non esiste alcuna trattativa in tal senso.

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