Tacopina

A parlare è Joe Tacopina. Imprenditore americano con origini italiane, nella provincia di Palermo. Un trascorso già ricco nel mondo del calcio per via delle sue partecipazioni nel Bologna, nella Roma e ora nella proprietà del Venezia. Personaggio controverso, di cui ancora oggi non si è realmente capito il valore in termini di potenziale economico.

Tacopina, ha parlato del suo tentativo di coinvolgimento nel Palermo, tramite il collega e connazionale Tony Di Piazza: “A gennaio ho incontrato anche Tony Di Piazza. A dire il vero, abbiamo parlato e ci siamo confrontati in diverse occasioni negli ultimi mesi. Mi sono sempre relazionato con lui,  consigli, suggerimenti, finalizzati a condividere certe prospettive comuni. Sì, un incontro effettivo è avvenuto a gennaio, perché io avevo un rapporto stretto con un investitore che era abbastanza interessato a rilevare il Palermo”.

“Io amo sinceramente Palermo – prosegue a Mediagol.it -, amo la gente e la squadra. Com’è noto, io sono nato a New York. A Brooklyn la maggior parte dei ragazzi che hanno una fede ed una sana passione calcistica, porta nel cuore i colori rosanero. Palermo lì è come se fosse una squadra locale, per via della presenza di tanti siciliani emigrati. Gente appassionata, persone che sostengono il club con amore a distanza. Questo club, il Palermo, deve ambire ad essere il migliore, a raggiungere alti livelli sotto ogni punto di vista, specialmente sul piano del coinvolgimento della tifoseria. Ogni volta che incontro in giro per il mondo persone che hanno il Palermo nel cuore, mi chiedono sistematicamente di comprare la squadra”.

Tacopina prosegue con un focus sull’importanza della città nel mondo: “Palermo ha un respiro internazionale al pari di Roma, Firenze o Venezia. Ne sono fermamente convinto e lo dissi anche a Zamparini quando c’era Frank Cascio interessato a rilevare la società. Probabilmente chi non vive da quelle parti neanche immagina e apprezza adeguatamente il seguito che il club rosanero ha specialmente nella zona Nord-Est degli Stati Uniti d’America, e che margini di crescita in termini di brand ci sono, coltivando con precisione e attenzione questo straordinario bacino di passione, intendo anche creando e facendo partire delle Academy ricollegate al club. Ad ogni modo, occorre accorgersi che la gente di Palermo ha un’incredibile fame di grande calcio, e che ha dentro un entusiasmo straordinario, che non vede l’ora di gratificare ed esternare”.

In definitiva Tacopina conclude: “Se sono realmente interessato a rilevare il 40% delle quote societarie oggi in mano a Di Piazza? In verità non posso rispondere né totalmente sì né totalmente no a questa domanda, specialmente perché in questo periodo ho ricevuto una notevole mole di chiamate sul tema e, a scanso di equivoci, occorre ricordare che io sono ancora coinvolto nel progetto Venezia. Ma il Palermo resta qualcosa di speciale per me”.

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