Ex Cesena, ha deciso di sposare il progetto rosanero proprio nel periodo più buio della storia rosanero. Stiamo parlando ovviamente del bomber Giovanni Ricciardo, il messinese che è in questo momento il goleador della squadra e che si è fatto strappare il momentaneo titolo di capocannoniere solo da un altro cannoniere, sempre di origini messinesi, Carbonaro.

La punta rosanero, in esclusiva ai microfoni di TuttoMercatoWeb, ha parlato del momento della squadra, delle ragioni che lo hanno spinto a scegliere il capoluogo siciliano e del futuro, che può avere soltanto un esito: la vittoria del campionato. Ecco le sue principali dichiarazioni:

Sulle due battute d’arresto e sulle precedenti 10 vittorie consecutive afferma: “Vincere 10 partite consecutive non è stato mai facile, ma paradossalmente è stato perfino troppo illusorio. È un’impresa. Poi capita come contro Savoia e Palmese, la gente si chiede cosa succede. Ma non è nulla, è fisiologico avere un calo di risultati. Non solo noi, ma la Juventus, lo United, non esiste squadra che vince 38 partite. Siamo umani e non robot”.

Per il bomber nativo di Messina esiste un solo imperativo a fine campionato: “Dobbiamo vincere. Quando abbiamo scelto Palermo, e il Palermo ci ha scelto, sapevamo benissimo che non c’erano alibi. Pure se eravamo partiti in ritardo, c’era un solo obiettivo, vincere il campionato. In un modo o nell’altro, ne siamo consapevoli”.

“Perche ho scelto Palermo? “Dopo l’anno scorso avevo un sacco di richieste, sia in D che in C. Ho deciso di aspettare, volevo qualcosa che mi rendesse felice e orgoglioso. Quando ho saputo di quel che stava succedendo qui, con la ripartenza dalla D, ho visto in questa situazione il mio sogno, la mia opportunità più grande. Ho voluto aspettare finché non si concretizzasse. C’è stato un contatto con Sagramola ed è andato tutto per il verso giusto”.

Poi Ricciardo conclude parlando del suo futuro: “Non ci penso. Non so cosa farò domani, devo rispondere? Spero che il Palermo sia in B, la speranza è esserci. Poi mi piace lavorare giorno per giorno, inutile andare troppo in là. È normale che la gente ci pensi”.

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