Cettina Pellitteri

La passione rosanero spesso si tramanda di padre in figlio, si inizia a tifare sin da piccoli, poi si rimane per sempre legati a questa maglia; una sorta di passaggio del testimone che coinvolge in egual misura sia gli uomini che le donne. Di tifose del Palermo ce ne sono davvero tante, ognuna con la sua storia, con i suoi ricordi e con un’ amore verso questi colori che non conosce limiti.

Non fa eccezione Delia Romano, admin del gruppo Facebook, tutto al femminile,  “Amiche Tifose Rosanero”:
“Come spesso succede, anche io sono tifosa sin da bambina – ha raccontato ai nostri microfoni Delia – ed è stato proprio mio padre a trasmettermi questa passione. Lui oltre ad essere molto sportivo era anche tifosissimo del Palermo. Delle tre figlie solo io ho ereditato questo suo amore per i colori rosanero. Era un professore, ha insegnato letteratura latina presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Palermo, ma è stato anche un poeta ed un intellettuale. Qualche anno fa gli è stata intitolata un’aula alla facoltà di Lettere, perché ha lasciato un buon ricordo di sé, credeva nell’insegnamento come ad una missione e i ragazzi lo adoravano. Aveva anche senso dell’humour e coinvolgeva gli allievi facendo spesso riferimento agli eventi sportivi. Papà mi portò allo stadio, per la prima volta, nel 1972, era l’epoca di Vanello, io lo amavo moltissimo perché era bellissimo ed elegante, un po’ lento ma era un giocatore davvero bravo. Da quel giorno non mi sono più staccata più dal Palermo.”

Crescendo l’amore per il rosanero è rimasto un punto fermo nella vita di Delia, anche suocero e marito tifano infatti per il Palermo:
“Mio suocero, Andrea Basso, ha 86 anni, continua ad andare allo stadio perché è molto tifoso, legatissimo ai colori rosanero. Abbonato da sempre ed è fra i tifosi più anziani e fedeli. Anche lui come papà è uno scrittore, qualche anno fa ha pubblicato un libro di ricordi sulla guerra e dopoguerra. Mi sono abbonata quando Zamparini acquistò il Palermo, con mio marito ed alcuni amici decidemmo di abbonarci e da allora lo sono sempre stata. In questi anni ho vissuto tante emozioni, i ricordi più belli sono legati a quelli della promozione del 2004, che abbiamo raggiunto dopo 32 anni di attesa, e soprattutto alla gara Palermo-Triestina. Anche Bad Kleinkirchheim conserva un posto speciale nel mio cuore, siamo andati per ben due volte a vedere il Palermo in ritiro, nel 2008 e nel 2009. Mi ricordo benissimo il momento in cui Cavani arrivò in Austria, magrissimo, era molto emozionato. Ed proprio il suo primo gol, contro la Fiorentina, che ricordo ancora oggi con grande emozione. Il mio posto è in gradinata e da lì si vide benissimo la rete che segnò da fuori area, nessuno se l’ aspettava, il pubblico esplose con un boato che travolse il Barbera.”

Dopo un lungo periodo di grandi successi, un lento declino ha riportato il Palermo in serie B, ma la passione di Delia non è mai venuta meno:
“Non ho mai smesso di tifare, ho creato questo gruppo su Facebook proprio perché ho visto che altre donne come me non hanno mai abbandonato il Palermo. Le tifose ci mettono più passione, il nostro modo di amare è più materno, siamo forse più sentimentali, ma non perché gli uomini amano di meno, anzi! Ci sono tifosi commoventi, basti pensare alla recente manifestazione della Curva Nord 12, con padri di famiglia che si sono portati dietro bambini e l’intera famiglia, una cosa bellissima. Credo però che noi donne amiamo in maniera diversa. Amiche e tifose rosanero ha già 3 anni di vita, l’ho creato quando il Palermo è retrocesso. Andando a rinnovare l’abbonamento mi ero accorta che c’erano più donne che uomini, da lì è nata l’idea di avere uno spazio dedicato al tifo femminile dove non c’è nessun antagonismo, nessuna competizione, ma tanta solidarietà ed amicizia. Quando il Palermo gioca in casa facciamo una videochiamata con Cecilia Rubino, che vive vicino Salerno. Lei si fa trovare con la maglia rosanero insieme al suo bambino e noi le facciamo vedere lo stadio per farla sentire in qualche modo accanto a noi e condividere l’atmosfera del Barbera.”

Palermo al secondo posto, ma il rush finale si preannuncia incerto ed incandescente, Delia però vede rosa:
“Io sono convinta che quest’anno andremo in serie A, il livello delle altre squadre non è altissimo. Non sempre i giocatori sono all’altezza della situazione, più per una questione psicologica, a mio avviso, che per fattori atletici. Non capisco perché questa squadra non riesce a mantenere alta la concentrazione per tutta la durata della gara, non c’è costanza nel rendimento e nell’atteggiamento. Nella prima parte del campionato si distingueva per la grinta, per la carica e perché lottava fino all’ultimo minuto, ma nonostante tutto sono abbastanza fiduciosa per la volata finale.”

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