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Mercato folle e grandi colpi: così Osti ha cambiato il Palermo

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Mercato folle e grandi colpi: come Osti ha cambiato il Palermo

Chissà se Carlo Osti, direttore sportivo del Palermo, nel corso della sua carriera avrà detto o pensato del calciomercato che è “onirico, ed è, in un certo qualmodo un luogo più sicuro, affascinante, perché è assenza di realtà e di calcio”. Citazione del giornalista Davide Coppa. Mica male. Chissà se lo hanno pensato i tifosi rosanero un minuto dopo la fine di questa ennesima sessione estiva piena di colpi di scena. Ma soprattutto di colpi, veri e propri, dalle parti di viale del Fante. Se oggi i siciliani sono una corazzata, aspettando il giudice supremo del campo, lo devono soprattutto a quel 68enne col temperamento di un navigato ed esperto qual è.

Palermo e Osti = Crescita

Un dato va subito sparato via: 54, 53 milioni di euro. E un concetto: crescita. Il Palermo ha aumentato il suo valore rosa del 23, 2% rispetto all’1 gennaio 2025 secondo Transfermarkt (nel giro di un anno e mezzo) quando il valore era pari a 44,25 mln. Da quando, cioè, mancavano esattamente 48 ore all’arrivo di Carlo Osti nel ruolo di direttore sportivo del club. Il 3 gennaio del 2025, l’ex Sampdoria ha firmato un contratto biennale fino al 2027. In un anno e mezzo il classe ’58 ha depositato 23 nuovi contratti. Ventitrè nuovi arrivi. Undici soltanto quest’anno con una spesa di 8.6 milioni, in prospettiva circa 9 milioni se, in caso di Serie A, il Palermo verserà 500 mila euro nelle casse della Juventus per Perin.

Acquisti e grandi colpi: i movimenti in entrata del “mago” Osti

Il portiere ex Juve è soltanto uno dei colpi estivi del diesse. E stupisce la formula: a costo zero subito, a 500 mila euro in caso di Serie A. Ottimo compromesso per uno che in carriera ha giocato 8 anni in uno dei club più importanti d’Italia. Non il solo: dal Como è arrivato Strefezza dopo l’avventura in prestito coi Greci dell’Olympiacos (4 mln). Non ha certo bisogno di presentazioni, giusto un dato: 137 presenze in A con le maglie di Spal, Lecce, Como e Parma, 18 gol e 12 assist in massima serie. Sempre dalla Serie A, è arrivato Estevez da svincolato dopo l’esperienza al Parma. A titolo gratuito dopo lo svincolo anche Barba dal Persing Bardung (ex Empoli, tra le altre). In prestito (con opzione), sono sbarcati anche Fortin dal Lens e Gabrielloni (secco) dal Como dopo l’avventura con la Juve Stabia.

1 milione è costato invece il prestito secco di Dominic Vavassori, esterno talentuoso dell’Atalanta, con cui Osti potrà riparlare  il prossimo anno nel caso in cui si voglia trattenere. 250.000 euro invece per il trasferimento a titolo temporaneo di Bozzolan (dalla Reggiana), riserva naturale di Augello, mentre sono a titolo definitivo gli acquisti di Hernani (1 mln) protagonista con il Monza che ha vinto la serie B lo scorso anno e Cassandro (1 mln) rivelazione del Catanzaro che ha eliminato proprio i rosanero ai playoff.

Le cessioni e il “caso” Gyasi

Nel conteggio degli 8.6 milioni, ci sono anche i 900 versati all’Empoli a giugno per l’obbligo di riscatto di Gyasi. Qualcuno storcerà il naso: non ha brillato nella scorsa stagione (0 gol) e non ha certo impressionato nelle prime due uscite contro Juve Stabia e Arezzo. Contro i campani si è beccato un cartellino giallo dopo 1 minuto dal suo ingresso in campo, al comunale ha propiziato la rete del momentaneo 2-2 con la sua deviazione che ha messo fuori causa Perin. Per ora, uno dei pochissimi flop del flusso targato Osti. Insieme a lui le non esaltanti avventure di Giovane e Veroli, non rinnovati dopo la fine del contratto.

Entrate, ma anche uscite: il 68enne si è mosso bene anche in questi termini. risoluzione consensuale per Blin, Brunori in prestito con opzione all’Ascoli, e poi ancora Lund per 4,50 milioni al Birminghan, Bardi (100 mila euro) al Mantova, Berezhynski (gratuito) al Motor Lublin e Nikolau (gratuito) all’OFI Creta. In totale, 4,60 milioni dalle cessioni, quasi interamente un ricavo prelevato dal trasferimento di Lund.

Percorso, tutto iniziò dal Doge

Arrivi a Palermo e vuoi partire forte. Così tanto da imbastire una trattativa con il Venezia per Joel Pohjanpalo. L’avventura di Osti in Sicilia è inizia così ed è arrivata fino a Perin, passando per Strefezza, Augello e Bani. Lungimiranza, se pensiamo che i giocatori citati possono oggettivamente starci in Serie A, per qualità fisiche, tecniche e umane. Ma torniamo al finlandese: 4.75 milioni di euro, è ancora oggi l’acquisto piò oneroso con Osti ds (4 milioni per Strefezza, e 4 per Le Douaron al secondo posto), ingaggio raddoppiato rispetto a quello percepito in laguna e tanti frutti raccolti: 25 per la precisione, come i gol segnati nella scorsa stagione con tanto di titolo di capocannoniere.

Nel gennaio 2025, arrivarono anche Magnani, Audero, e Le Douaron. Quest’ultimo si era appena qualificato in Champions League con il Metz (ceduto al Troyes giorni fa). Colpi da Serie A, almeno sulla carta. A fine stagione, i primi rumors di una possibile separazione col ds, smentite dal comunicato del Palermo che ribadì fiducia. Oggi i tifosi hanno capito il perché, ma negli uffici di Viale del Fante lo sapevano già.

Palermo, due squadre da Serie A

Due squadre in una. Questo è ciò che ha costruito Osti al Palermo. Ed è ciò che mancava nella scorsa stagione. Oggi Inzaghi può contare su 24/25 calciatori in grado di riportare la squadra in alto, con 2/3 giocatori per reparto all’altezza della situazione. All’altezza del Palermo. In totale, da quando Osti è il ds, sono stati spesi in entrata 24,2 milioni di euro (transfermarkt). Quasi 9 soltanto con gli acquisti di Pohjanpalo, il primo della nuova era, e Strefezza. Forse Roberto Lipari, comico palermitano, aveva proprio ragione: “Osti non ha cucinato, ha organizzato un catering”.  E adesso manca solo il risultato più importante dopo tanti sacrifici: la promozione.

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