Due su due in Serie B. Sessantuno anni dopo. Non accadeva dalla stagione 1964-1965. Un’altra vittoria, un’altra grande battaglia. Facile se il campionato è quello di Serie B, dove ogni partita non è scontata. Per maggiori informazioni chiedere all’Arezzo, neopromossa solo per etichetta, non certo per idee e sviluppo di gioco. Il Palermo la porta a casa, non senza sofferenza. 2-3 il risultato finale. Sei punti in classifica. A Inzaghi va benissimo così, anche perché non si è mai visto un campionato vinto senza vittorie con il fango addosso. Si è sporcata eccome la sua squadra, e non solo di sudore. Una partita pazza, un film di Tarantino, piena di colpi di scena.
Arezzo-Palermo, le mosse di Bucchi e Inzaghi
Solito 4-2-3-1 per il Palermo, ormai una costante. Due cambi rispetto alla prima uscita stagionale: Pierozzi a riprendersi la fascia destra dopo la squalifica e Strefezza alla prima da titolare in rosanero, con Vavassori in panchina. Bucchi, non certo l’ultimo arrivato, schiera il 4-3-3. Ma è la strategia soprattutto a funzionare: pressing alto e gioco sugli esterni. Soprattutto a destra, la squadra di Inzaghi ha avuto qualche difficoltà a contenere le fiammate avversarie. Attendista nei primi 20 minuti, più coraggioso nella seconda metà di primo tempo, l’Arezzo ha preso confidenza con la gara minuto dopo minuto. Il muro, però, ha retto. Tanti traversoni, occasioni potenziali e contropiedi taglienti. Occasioni vere, numeri alla mano, una sola nei primi 45′: il traversone in mezzo di Righetti non ribadito in rete da Ionita. Brivido a ricordare al Palermo perché la Serie B sarà questa, tutto l’anno, anche con la nome di “favorita”.
Primo tempo a due volti
Numeri alla mano, il Palermo ha avuto le occasioni migliori. Il biglietto da visita è il colpo di testa di Hernani dopo appena un minuto su cross di Pierozzi. Quella di Bani e compagni è una squadra arrembante, a sfoderare tutto il suo trapotere (e superiorità oggettiva rispetto all’avversario). Ritmi alti, possesso e dominio territoriale. Qualcosa di atipico per le squadre dell’ex campione del mondo. Dura fino al 20esimo. Giusto il tempo di farsi annullare un gol bellissimo di Segre, arrivato al termine di un’azione corale perfetta (con assist di tacco di Pierozzi) e trovare lo 0-1, questa volta sì, regolare. Augello-Bani-Hernani-Johnsen: le pedine del vantaggio rosanero. Secondo centro per l’ex Cremonese, su due partite. Inizio niente male.
Dopo è un altro Arezzo. Il pubblico chiama, Cianci e compagni rispondono. Più sul piano del pressing che delle occasioni vere, ma tant’è che i siciliani hanno tremato eccome. Almeno due volte prima del duplice fischio: Ionita da due passi non spinge in porta il traversone di Righetti e Segre stende Renzi in area di rigore al minuto 44. Rigore solare, carezza al Palermo. Facciamo pure 3, con Perin (prima da titolare per lui) che sbeffeggia gli attaccanti aretini e si avventura in un dribbling rischioso e poco sensato.
Thriller, gol e spettacolo
Continuità. L’Arezzo entra in campo come aveva lo aveva lasciato: pressando alto e non facendo respirare i siciliani. Il benvenuto alla seconda frazione è il tiro di Righetti che impegna Perin (46′), qualche minuto dopo è Renzi a calciare un po’ sbilanciato, direzione settore ospiti. Segnali di dominio, che diventa certezza col passare dei minuti. Nel momento migliore, Ranocchia esce fuori il colpo del campione: destro sotto l’incrocio dei pali e 0-2 (55′). La punizione della grande squadra, che fa tutto tranne che spezzare però la spensieratezza degli amaranto, che spingono ancora fino a trovare il meritatissimo gol che accorcia le distanze. Tavernelli disegna, Cianci spinge in porta di testa. Difesa immobile. 1-2 meritato.
L’Arezzo tiene di più il pallone, il Palermo è pericoloso quando riparte. Il match rispetta il copione: azioni da una parte e dell’altra, nessun dominatore. Il turno dei rosanero è tra il 60esimo e il 70esimo. Prima Segre e poi Giasy si divorano il gol che avrebbe chiuso la partita. Come una punizione divina, la prossima folata avversaria è quella che fa tornare sulla terra il Palermo: Tavernelli calcia, Giasy tocca quel tanto che basta per mettere fuori causa Perin: 2-2. Partita thriller, solite sbavature. Finita? Nemmeno per sogno.
Augello, folle come il suo gol
Il Palermo schiaccia l’Arezzo nell’ultimo quarto d’ora e al 96esimo trova il gol del vantaggio, 2-3. Gol folle di Augello che raccoglie una seconda palla e spara col sinistro all’angolino. Corsa con occhi lucidi verso il settore ospiti, Inzaghi come ad Atene nel 2007, quando era ancora un calciatore del Milan e alzava la Champions. Il Palermo ha capito che per vincere serviranno tanti ingredienti, uno di questi è il cuore. I rosanero lo hanno portato oltre l’ostacolo. Non bellissimo, ma efficace. I siciliani hanno fatto quello che dovevano: vincere.





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