Il palermitano Rosario Abisso rischia di essere uno dei nomi eccellenti travolti dal caos dismissioni che sta scuotendo l’Aia, un caso nato parallelamente all’inchiesta del pm Ascione su Gianluca Rocchi. Il destino del fischietto siciliano, attualmente fuori dai primi 25 posti della graduatoria di merito necessari per la conferma dei direttori di gara con almeno dieci anni di anzianità, è legato a un profondo pasticcio regolamentare sul calcolo degli anni di servizio.
Caos arbitri, non solo Abisso: ecco gli altri coinvolti
La sua permanenza in Serie A e B dipende interamente da quale interpretazione delle norme prevarrà. Da un lato c’è una linea dura che conteggia anche le stagioni passate nelle vecchie Can A e B, sancendo la dismissione di Abisso e di altri colleghi. Dall’altro, una seconda tesi basata sulla riforma in vigore dal 1° luglio 2025 prevede il “congelamento” di quattro stagioni calcistiche (una sorta di cuscinetto temporale), azzerando il computo dei dieci anni e salvando di fatto l’arbitro palermitano insieme a Pezzuto, Piccinini e Rapuano.
Le possibili soluzioni
Per evitare che la questione finisca in tribunale con una pioggia di ricorsi, il Comitato Nazionale — che non ha ancora ufficializzato i tagli — sta valutando di chiedere alla Figc il blocco totale delle dismissioni per quest’anno, una mossa che salverebbe Abisso ampliando l’organico di cinque unità. Nel frattempo, per gestire le forti tensioni politiche e tecniche scaturite da questa vicenda, è stato nominato Domenico Messina nel ruolo di direttore tecnico e mediatore.
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