Palermo, com’è stato il 2025?
Oggi l’informazione prende un giorno di vacanza ma noi cercheremo comunque di essere presenti sia con qualche news dell’ultimora che con qualche nostro articolo di approfondimento. Anche nel giorno di festa TifosiPalermo vuole farvi compagnia. Anche perchè è un giorno di riflessioni, di bilanci e di speranze per il nuovo anno appena iniziato. E allora, che dire del 2025 dal punto di vista delle vicende rosanero?
Dal punto di vista editoriale, per chi segue le vicende della squadra della nostra città, è stato un anno complicato, travagliato, fatto di alti e bassi. Si è lottato con il coltello fra i denti per cercare di attivare, di stimolare quell’entusiasmo e quella passione che i risultati sportivi a volte devastavano. Abbiamo cercato di interessarvi a prescindere dalle delusioni o dai risultati negativi della squadra.
il bilancio del 2025 e gli auguri del direttore di TifosiPalermo
E allora cerchiamo di capire com’è stato il 2025 per il Palermo, tenendo conto del periodo fra il primo gennaio e il 31 dicembre. A gennaio arrivava una squadra abbastanza in difficoltà, assolutamente sotto le aspettative, che aveva esonerato un direttore sportivo con Dionisi spesso contestato. Ma gennaio nasceva sotto il segno dell’entusiasmo: l’arrivo di Carlo Osti viene salutato come una svolta soprattutto perchè il ds rosanero piazza subito tre colpi importanti: Pohjanpalo, Magnani e Audero. L’anno inizia sotto i migliori auspici.
Poi però la squadra non ottiene i risultati sperati, non si riprende del tutto e la stagione continua fra alti e bassi, mai davvero un periodo di successi continui e convincenti: Dionisi è sempre poco amato dalla tifoseria e alla fine arriverà un deludente ottavo posto che significa preliminare playoff dove i rosanero vengono eliminati subito per mano della Juve Stabia. Campionato altamente deludente e decisamente sotto le aspettative. In estate la società cambia tanto, vuole puntare alla promozione e si affida a Pippo Inzaghi. Il popolo rosanero lo accoglie con entusiasmo e scommette sul tecnico piacentino fin dal primo giorno di ritiro. Poi la festa col Manchester city, un momento in cui il palermitano ha capito la forza del progetto e l’importanza di far parte di un gruppo così prestigioso. Serata da lacrimuccia.
Il Barbera si riempie indipendentemente dall’avversario, l’entusiasmo è a mille, i tifosi rosanero scommettono al buio su Inzaghi e l’organico allestito dal ds Osti. Ma l’inizio del campionato è amareggiato dalla partenza di Magnani per motivi familiari. In campo la squadra risponde presente e le prime giornate non fanno che aumentare l’entusiasmo dei tifosi e la convinzione che questa sarà la stagione giusta per la promozione. Tutti parlano di corazzata, tranne Inzaghi. E poi si capisce che aveva ragione.
Da fine ottobre a metà novembre, la crisi: il Palermo non vince nessuno scontro diretto al Barbera, perde col Monza e perde con Juve Stabia e Catanzaro. La gente si deprime, le presenze al Barbera calano vistosamente e torna la paura che anche questa campionato sarà l’ennesima delusione. Insomma la classifica sprofonda e si intravedono vecchi fantasmi mai dimenticati. Prima di Chiavari succede qualcosa perchè da quel momento la squadra svolta, inizia a giocare anche con più determinazione: raccoglie 13 punti in 5 gare e la classifica torna a sorridere. E siamo ai giorni odierni: la squadra va in vacanza serena e col sorriso, la gente torna a sperare concretamente e se anche con l’aiuto del mercato si potrà sistemare qualcosa, chissà che questo 2026 non sia proprio l’anno giusto. AUGURI AMICI
Carlo Cangemi
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