Ascoli-Palermo 1-1: Brunori tradisce, Ranocchia solleva i rosa. Al Del Duca (non) è solo un pari

Pubblicato il da Manuele Nasca - aggiornato il - Aperturedestra

Ascoli-Palermo 1-1: Brunori tradisce, Ranocchia solleva i rosa. Al Del Duca (non) è solo un pari

Ascoli-Palermo 1-1: Brunori tradisce, Ranocchia solleva i rosa. Al Del Duca (non) è solo un pari

A braccetto, insieme, verso lidi prestigiosi. Ascoli e Palermo non si fanno male al Del Duca: finisce 1-1. Non vince nessuno, a parte lo straordinario pubblico e una cornice da oltre 15 mila spettatori. Un punto che va bene a entrambe, classifica alla mano. I rosanero restano primi in classifica e imbattuti. A +7 proprio dall’Ascoli e dal Modena, che domani può accorciare a -4. Ma, nelle peggiori delle ipotesi, I siciliani avranno 6 punti dalla terza (se il Mantova quarto dovesse fare bottino pieno). Un pareggio giusto, che dà giustizia ad un match equilibrato, tra la prima e la terza della classe. Il cammino prosegue.

“Innamorato, sempre di più”. Vale anche per i tifosi del Palermo, ma è la colonna sonora del Del Duca ad incantare l’anticipo dell’11esima giornata di Serie B, sulle note del grande Lucio Battisti. E non solo: ci sono anche i primi 15 minuti straordinari dell’Ascoli e da incubo invece per i rosanero. Sta diventando una costante. Era successo in casa con Padova, Carrarese e nell’ultimo turno col Vicenza. Era accaduto a Pisa; adesso anche nelle Marche. La squadra di Inzaghi non approccia bene le partite ormai da un po’.

L’Ascoli colpisce il Palermo: solito approccio sbagliato

Il risultato è che deve rincorrere, ancora. Per la seconda volta consecutiva, per la quinta in assoluto in questo campionato. Si era già capito quando Brunori l’aveva messa dentro al terzo minuto (gol annullato poi per fuorigioco) e quando Venuti di testa ha sfiorato il palo alla destra di Perin, che non sarebbe stata una prova semplice. I soliti 15 appannatissimi minuti lo hanno confermato. Fino al gol, che arriva al minut0 20. A segnare è il “miglior nemico” della serata: l’uomo da 175 presenze e 76 gol con la maglia del Palermo. Questa volta, ferisce la sua ex squadra: Guiebre ara la fascia sinistra e serve il numero 9 che a porta vuota fa 1-0 (20′).

La squadra di Inzaghi reagisce in modo confuso allo svantaggio, ma crea due occasioni nitide per andare in gol: prima Pohjanpalo non riesce in spaccata e metterla dentro da pochi passi, poi Segre non raccoglie un cross pennellato di Cassandro da un metro. Poco altro per i siciliani, solo un altro colpo di testa che fa il solletico a Vitale. Sollo lo 0.47 di XG per Vavassori e compagni. Un dato che spiega tanto, forse tutto del primo tempo. Che, bisogna dirlo, numeri alla mano poteva anche finire in parità: sui gol attesi i marchigiani hanno fatto qualcosa in più (1.12), ma i tiri totali sono 6 a testa, 2 in porta per i padroni di casa, 1 per i rosanero. Non ha ripagato la mossa Estevez; si è sentita eccome invece l’assenza di Ranocchia dal primo minuto. Mancavano infatti le geometrie e le idee del “professore”. Con lui, la squadra ha tracce in più.

La mossa di Inzaghi

Una mossa. Anzi, la mossa. Inzaghi toglie Vavassori e inserisce Ranocchia. Senza cambiare modulo: si resta con un 4-2-3-1 in cui Estevez fiancheggia il numero 8 nei due in mediana e Segre si alza a fare il trequartista. Hernani, si sposta nel ruolo di ala destra. Un centrocampista in più e un attaccante in meno. Non una bocciatura per Vavassori, che di certo non ha giocato la sua miglior partita. I siciliani, hanno risorse infinite. Al 55′, proprio Ranocchia segna il gol del pareggio: Cassandro imbuca per il l’ex Empoli che col destro la piazza all’angolino. Immobile Vitale: è 1-1 al Del Duca. Con il solito Palermo indemoniato dei secondi tempi. 18esima rete su 25 nella seconda frazione. Un dato che spiega la ferocia dei rosanero al rientro dagli spogliatoi. Dopo il gol, la partita abbassa i toni. L’Ascoli palleggia tanto, il Palermo si limita a difendere e ripartire senza tuttavia mai essere pericoloso.

Va bene così (per entrambe)

Entrano anche Gomes, Mazzitelli e Gabrielloni, fuori Segre, Pohjanpalo ed Hernani. Forze fresche, per un Palermo che dal punto di vista fisico sembra averne meno degli avversari. Il ritmo si spegne, le squadre a un certo punto sembrano accontentarsi. E forse non è una scelta malvagia per tanti motivi: la posta in palio, la forza degli avversari e quel punto che muove un po’ la classifica. Ascoli e Palermo si stringono la mano e vanno avanti per il proprio cammino. Non è solo un pari, è un altro passettino verso la Serie A.

 

 

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