Palermo-Vicenza 3-1: altra rimonta. Solito Johnsen, Vavassori è da impazzire
Pubblicato il da Manuele Nasca - aggiornato il - Aperturedestra, Editoriali
Palermo-Vicenza 3-1: altra rimonta, solito Johnsen, Vavassori è da impazzire
Centoventisei anni dopo. Stessa passione di oltre un secolo fa e stesso comune denominatore: Il Barbera è un fortino. Il Palermo con il compleanno sul petto ha giocato e vinto (2-1) una delle sue solite gare dai due volti: timida nel primo tempo e straordinaria nel secondo. Altra rimonta, l’ennesima. Ancora una vittoria, l’ottava in dieci partite. E la Serie B adesso gode di un primo bilancio: + 6 sulla seconda (Modena), + 7 sulla terza (Ascoli). Numeri da fuga solitaria, nonostante la doccia fredda dei primissimi giri di lancetta.
Ormai quasi un’abitudine: i primi 15 minuti sono di quasi totale appannamento, è successo anche contro la squadra di Gallo dopo il disastro di Pisa. I veneti sono infatti partiti meglio dei rosanero e hanno capitalizzato subito. Non una novità, nel controverso sistema siciliano: miglior attacco con 22 reti, ma peggior difesa tra le prime 10 squadre della B con 9 gol incassati. Con un 3-5-2 senza troppe invenzioni, ma duro da scalfire. Inzaghi invece torna al 4-2-3-1 con la qualità di Hernani, Vavassori e Johnsen dietro il solito Pohjanpalo.
Vicenza coraggio, “solito” Palermo nel primo tempo
Al minuto 2, sugli sviluppi di calcio d’angolo, Brighenti sfrutta un parapiglia in area di rigore e batte Perin. Pensate, 4° gol da corner per il club che occupa la quartultima posizione in Serie B. Un’arma in più da sfruttare. Il Palermo la soffre maledettamente: al 10′, Augello allontana di testa dopo una spizzata pericolosissima sul primo palo. I primi 20 minuti sono tutti filovicentini. In generale al Barbera gli avversari iniziano a pensare di poter sempre partire con grande coraggio. I rosanero sono lenti e anche poco puliti tecnicamente: Ranocchia sbaglia 3 passaggi in fase di impostazione nei primi 15 minuti. Johnsen è spesso costretto ad abbassarsi ed Hernani gioca sempre largo invece di pungere sulla trequarti. Il Vicenza non fa molto, ma è avanti con il 34% di possesso palla e lo 0.93 di XG (gol attesi) nella prima frazione. Al 30esimo la banda di Inzaghi si lava il volto e si sveglia.
Johnsen inizia ad ingranare, serve almeno per 3 volte Pohjanpalo che si conferma però (ancora una volta) lento e macchinoso. Al 37 il Palermo avrebbe pure trovato la rete del pareggio, ma Johnsen è in fuorigioco di pochi centimetri. I rosanero prendono campo, il pubblico ruggisce. Al 46′ il finlandese serve Vavassori che sbaglia clamorosamente davanti la porta, il pallone finisce di nuovo sui suoi piedi e serve Johnsen che deve solo spingere in rete a porta vuota. Azione confusa, gol tutt’altro che spettacolare, ma è 1-1 al Barbera. Sempre con l’uomo dei record: sono 7 gol in campionato in 10 gare, 5 assist. Non fa più notizia, ma le statistiche vanno aggiornate continuamente.
Indemoniato e affamato: il Palermo la ribalta.
Il Palermo rientra dagli spogliatoi indemoniato. Quello del miglior attacco e del primo posto in Serie B. E quando si accendono quei tre davanti, tutto diventa più semplice. Un’altra energia, un’altra fame. Due buone occasioni prima del gol del solito Vavassori. Ma tutta l’azione merita di essere raccontata: Peda recupera palla, Pohjanpalo con un velo spiana la strada a Segre, imbucata per il 9 e piazzato vincente a tu per tu con Gagno: 2-1 al minuto 53. E c’è da aggiornare anche le sue statistiche: secondo gol consecutivo in campionato dopo quello a Pisa, settimo in stagione. I padroni di casa dominano ma sciupano, Prima Vavassori e poi Johnsen si divorano la rete che avrebbe chiuso la partita (66′ e 67′). Del resto i siciliani sprecano più di tutti in B con 22 grandi occasioni da rete mancate in 9 gare.
Il cinismo non è il forte di questa squadra, anche se i numeri danno poi ragione sul resto degli ingranaggi. Anche cambiando gli addendi: Inzaghi a metà tempo toglie Ranocchia, Segre e Pohjanpalo e inserisce Gabrielloni, Estevez e Gomes. Il risultato non cambia, anzi si. Non vale se hai in campo uno come Vavassori: il 20enne scuola Atalanta rientra, dribbla e calcia col destro all’angoli. 3-1 al minuto 85. Gara chiusa, con la forza dei singoli ma non solo: il secondo tempo del Palermo è stato di livello assoluto. Come accade quasi sempre, con 17 reti segnate al rientro degli spogliatoi sui 24 totali. Una macchina infallibile. Gli ultimi minuti sono di gestione, prima del triplice fischio. Il Palermo accelera quando vuole, entra in partita quando vuole. E sa che, anche spingendo per 20 minuti, farà gol. Per ammirare una consapevolezza tale ci sono voluti 4 anni di Serie B e tante delusioni. Ora è dominio, Inzaghi vola.
Livello altissimo, Vavassori è ingiocabile
Un secondo tempo da giocatore di Serie A. Movimenti straordinari, stop di altissimo livello e occasioni. Il 20enne si sta prendendo il Palermo a suon di giocate di lusso fuori categoria. Inzaghi voleva 15 gol per lui: è a quota 7 ma non vuole fermarsi. Del resto, il 9 sulle spalle te lo impone.