Pisa-Palermo 3-3: montagna russa, rimonta pazza. È un punto d’oro

Pubblicato il da Manuele Nasca - aggiornato il - Aperturedestra

Pisa-Palermo 3-3: montagna russa, rimonta pazza. È un punto d’oro

Pisa-Palermo è stata come stare su una montagna russa a cento all’ora. Chissa cosa ne pensa il polso dei tifosi. Cuore a dura prova, calcio allo stato puro. Un 3-3 bellissimo, che tutto sommato va bene a entrambe. I siciliani restano al primo posto della Serie B, a quota 23 punti, + 4 dal Modena secondo, +5 sull’Ascoli terzo e imbattibilità mantenuta. Sesto posto per i toscani, che contro i primi della classe firmano e portano a casa un punto d’oro. Gol, spettacolo, colpi di scena. Un match che è stato tanto simile a un film di Tarantino. Un antipasto senza spoiler, prima di farvi mettere comodi.

Le mosse

Troppi cambi in una sola volta. Esperimenti esagerati e turnover massiccio. Può essere una delle chiavi di lettura per spiegare il disastro del primo tempo del Palermo contro il Pisa. Ma non è la sola, non può esserlo. Anche perché Estevez e Mazzitelli, è oggettivo, sono due giocatori da Serie A. Gyasi, scelto al posto di Vavassori in un freddo giorno di ottobre, si è confermato in negativo: senza incidere, né dare un contributo rilevante alla fase offensiva. Pierozzi non è il solito, forse ha perso ritmo partita. Peda delude meno di altri (no spoiler). Ma è l’organico che non funziona, integralmente. La testa non è creativa, le gambe raramente sono state così pesanti. E da Pisa inzaghi si porta dietro un dilemma bello grosso: fare o non fare affidamento sulle seconde linee. Abbiamo un suggerimento, non su tutte (forse). E infatti la pellicola in Toscana cambia quando entrano gli attori principali.

Primo tempo horror: il Palermo guarda, il Pisa colpisce

Per spiegare il primo tempo bastano pochissimi dati. Solo un tiro in porta da parte del Palermo, con lo 0.37 di XG (gol attesi). I rosanero non sono di fatto quasi mai stati pericolosi. Il Pisa non ha fatto molto, anzi, davvero poco. Ma bene. In termini di pericolosità, i numeri dicono che i gol attesi dei nerazzurri sono 1.79. Azioni scolastiche, semplici, efficaci. Come quella che al 26esimo ha portato i padroni di casa al vantaggio: Ranocchia è morbido nel contrasto fisico, Loyola imbuca per Zanon e il suo cross è un cioccolatino solo da spingere in porta per Pittarello. Morbido Augello, che si fa superare dall’ex Napoli troppo facilmente.

La reazione c’è ma è più di nervi che di idee: al 35esimo Ranocchia da buona posizione tira in bocca a Confente. Di male si passa al peggio. Al 40esimo il Pisa fa 2-0: Marras batte l’angolo, Bozhinov prolunga indisturbato sul secondo palo e Pittarello raddoppia. Sempre Pittarello. Altro triangolo di passaggi tanto perfetto quanto semplice. Il comune donominatore è una difesa paralizzata e passiva. Ad incupire la prima frazione dei rosanero ci pensa anche l’infortunio di Bani, un fastidio alla coscia sinistra lo ha costretto a uscire: al suo posto Magnani. Manca fame, il Pisa colpisce e il Palermo guarda disorientato. Basti pensare che fino a questo match i siciliani avevano subito solo 1 gol nei primi tempi (contro il Padova), ai piedi della torre invece ben due.

Montagne russe all’Arena

Il leone è ferito, ma non morto. Del resto, c’è un motivo se la squadra di Inzaghi è la capolista della Serie B. Così da grande, rimonta una partita che sembrava persa. Soprattutto grazie ai cambi. Entrano Hernani al posto di Ranocchia e Vavassori per un deludente Gyasi. Il match volta pagina e contenuti. Pronti via, come un fulmine a ciel sereno, neanche a dirlo, ci pensa Johnsen. Di fatto al primo acuto della sua partita. Imbucato da Augello, il norvegese salta Zanon e con uno scavetto supera confente: è 2-1 al 52esimo. Sesto gol in campionato, altra perla di una stagione da record. Passano 5 minuti, il Palermo dà un altro schiaffo al match e al Pisa: Hernani crossa, una serie di rimpalli fermano il pallone, Peda raccoglie e calcia col destro sotto l’incrocio. Chirurgico, un po’ goffo, ma efficace. 2-2 in un lampo.

Sarebbe già pazzo così il mercoledì sera pre halloween, ma il regista misterioso non si accontenta: al 67 i rosanero completano la rimonta con Vavassori, al secondo gol consecutivo, il quarto in campionato, il quinto stagionale. Estevez tocca di testa, innesca il duello con Bozhinov, ma il 20enne è più veloce, anticipa e insacca in rete. 2-3. Finita? Nemmeno per sogno: il Pisa torna feroce e non ci sta. Al minuto 80 Rao guida il contropiede, Moreo si inventa un velo da mogo Forrest e Marras col piatto batte Perin: 3-3 non adatto a deboli di cuore. L’arbitro assegna 7 minuti di recupero, giusto per completare in bellezza un match senza troppo senso. Il Pisa ne ha di più, il Palermo è sulle gambe. Non ci sono vere occasioni da gol, ma tanti traversoni in mezzo. Con le unghie, con tutto quello che ha avuto in corpo, la squadra di Inzaghi ha resistito e portato a casa un pareggio che è d’oro, oltre che giusto.

 

 

 

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