Palermo-Carrarese 2-1: Johnsen-Vavassori in HD, è fuga verso il sogno
Pubblicato il da Manuele Nasca - aggiornato il - Apertura
Fuga solidificata. Il Palermo vince ancora. Vince sempre. Il 2-1 alla Carrarese è un successo così sofferto che rendere omaggio agli ospiti per la prestazione e la personalità non sarebbe abbastanza. In casa della capolista la squadra di Pagliuca è stata a tratti eroica e avrebbe meritato il pareggio. Ma gli uomini di Inzaghi sono spietati e azzannano appena possono. “La capolista se ne va” vale anche oggi, per la quarta settimana di fila. Quarta vittoria consecutiva in casa come nell’anno della promozione di Iachini (2013-2014), dal ritorno in Serie B nel 2022 non era mai successo. Settima vittoria in questo campionato su 8 gare, 20esimo risultato utile consecutivo in casa, con 19 vittorie e un pareggio. Numeri da grande squadra, il sogno è un passettino più vicino. Una settimana alla volta.
Le mosse
Il Palermo è sempre uguale nell’interpretazione del gioco, ma Inzaghi esce dal cappello magico la mossa che sposta gli equilibri e da cui nasce anche il gol del vantaggio: Hernani ha il compito di giocare più decentrato, sulla sinistra, dalla parte di Johnsen. Un compito individuale che risulterà fatale. Magnani, alla prima da titolare in stagione, non tradisce né fa rimpiangere Bani (operato alla mano). Il 3-5-2 di Pagliuca, in tribuna per squalifica, somiglia invece a tutto tranne che ad un modulo difensivo. La Carrarese, reduce da due vittorie consecutive dall’arrivo del nuovo allenatore, ha infatti giocato con coraggio e un’identità precisa, scegliendo di aggredire la gara dai primissimi minuti.
Palermo-Carrarese, spettacolo e occasioni
I primi quindici giri d’orologio sono tutti toscani. La Carrarese domina nel possesso e nelle occasioni, il Palermo è infreddolito dalla pioggia. Timido, come l’ultimo visto al Barbera contro il Padova, esattamente 38 giorni fa. Le grandi occasioni sono addirittura tre: un palo, una traversa e una grande parata di Perin. La quarta è solo potenziale, con l’arbitro che ha poi fermato tutto per fuorigioco. Il dato sui calci d’angolo nei primi 11 minuti è emblematico: ben 4. Solo Carrarese in campo, almeno fino a quando non ha scelto il Palermo di iscriversi al match. Una facoltà che solo le grandi squadre hanno. Il Palermo lo è, e lo dimostra settimana dopo settimana. Dal minuto 16 i rosanero entrano in campo con testa e gambe e alzano il baricentro schiacciando gli avversari. Si svegliano tutti, soprattutto Johnsen, che al minuto 20 segue la scia del passaggio luminoso di Augello, rientra e calcia però larghissimo. Un minuto più tardi, Segre prova a piazzare da 25 metri, pallone anche in questo caso largo.
I gol
Minuto 27: cambia tutto sull’asse Hernani e Johnsen. Il brasiliano porta a spasso gli avversari sul settore di sinistra e serve in mezzo per il norvegese che non sbaglia e con la punta batte Pizzagnacco. 1-0 al Barbera. Quinto gol in campionato, sempre più cannoniere dei rosanero. Da 15 minuti il campo sembra in pendenza verso la curva nord e la palla canta tra piedi dei giocatori del Palermo che continuano a macinare gioco e occasioni. Al 35esimo è ancora Johnsen a sfiorare il gol coin un tiro a giro deviato giusto in tempo dal muro gialloblù. A dieci minuti dal tramonto della prima frazione la Carrarese si alza di nuovo qualche metro e sembra trovare le energie di inizio gara.
Giusto qualche cross e tentativo convinto di far male ai padroni di casa, che si chiudono benissimo e ripartono ancora meglio. I 12 tiri a 7 per il Palermo raccontano una superiorità dei rosanero nel primo tempo, ma descrivono anche una match difficile, con la squadra di Pagliuca tutt’altro che passiva. Solo il 40% di possesso palla contro il 60% degli ospiti, un dato che conferma la natura verticale dei siciliani, letali in ripartenza e nelle transizioni.
Nel secondo tempo il sole prova a uscire sul cielo del Barbera, poi solo nuvole. Il match si sporca e assume contorni greco-romani. Il campo di battaglia si riempie di pozze e zolle per la pioggia. La Carrarese si trasforma e indossa il vestito dei primi 15 di gioco. Al rientro dagli spogliatoi le occasioni clamorose sono almeno due fino al 60esimo. Protagonista Marconi, entrato all’intervallo: prima calcia alto da due passi, poi non è lucido davanti a Perin che para ed evita il pari. Dopo i due schiaffi la banda di Inzaghi apre gli occhi. La partita è vera, tosta, difficile.
Ed è soprattutto bella. Occasione da una parte, occasione dall’altra. Tocca al Palermo: Vavassori calcia, Pizzagnacco para, Johnsen raccoglie sulla respinta e col sinistro tenta lo scavetto (66′). Ancora una parata del numero 1 gialloblù. Al minuto 74′ gli ospiti trovano il meritatissimo gol del pari: Marconi salta Cassandro e mette dentro per Rubino che con la coscia deposita in porta. Il classe 2006 fa impazzire il settore ospitie gela gli oltre 31.000 del Barbera.
Il solito Vavassori
Quando la palla scotta, c’è Vavassori. Come contro il Padova. Allora aveva segnato una doppietta, questa volta ha segnato al minuto 80 la rete che ha regalato una vittoria pesantissima, contro un avversario che merita tanti applausi, la Carrarese di Pagliuca. Zampino di Pohjanpalo (altra prestazione opaca del finlandese) che calcia sui piedi di Vavassori; tutto solo, il gioiello atalantino stoppa e calcia, la palla tocca Pizzagnacco ed entra dolcemente in rete, per rendere tutto ancor più scenico. 2-1 a 13 minuti dalla fine compreso il recupero. Bolgia sotto una leggerissima pioggia, tutto più epico. Altri tre punti pesanti come un blocco di cemento. Ringraziano e godono i 31.351 tifosi del Palermo presenti oggi. Il sogno è poco, pochissimo, più vicino.